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Lucca

Omicidio del figlio, rito abbreviato fissato il 28 febbraio

BARGA Il 28 febbraio davanti al giudice dell’udienza preliminare comparirà Romano Carani, 73 anni, il falegname in pensione che il 9 ottobre 2011 uccise il figlio celebroleso strangolandolo con un...

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BARGA

Il 28 febbraio davanti al giudice dell’udienza preliminare comparirà Romano Carani, 73 anni, il falegname in pensione che il 9 ottobre 2011 uccise il figlio celebroleso strangolandolo con un paio di bretelle.

Il suo legale Paolo Biagiotti ha scelto il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena. Il pm Fabio Origlio aveva chiesto il rito immediato. Attualmente Carani si trova agli arresti domiciliari in una struttura protetta in Alta Garfagnana e soltanto dopo la sentenza il suo legale proverà a chiedere un’attenuazione delle misura cautelare.

Il dramma della famiglia Carani si consumò alle prime ore del mattino di una domenica autunnale suscitando profonda impressione nella comunità di San Pietro in Campo frazione di Barga. L’artigiano mise fine alla tribolata esistenza del figlio Andrea, 39 anni, celebroleso dalla nascita. Una decisione frutto della disperazione e della preoccupazione per il futuro del suo ragazzo. Ai carabinieri, subito dopo l’arresto, lo disse con chiarezza: «Non potevo lasciare Andrea sulle spalle di mia moglie: è malata, non ha le forze per assisterlo. E non potevo neppure lasciarlo gravare sulla sorella che ha una famiglia da portare avanti». Per il falegname - che cinque anni fa aveva subito un intervento cardiaco e sentiva venir meno le forze - nessuno dopo di lui avrebbe potuto assistere quell’uomo disabile con la stessa dedizione e lo stesso amore. Quella tragica notte l’artigiano in pensione, dopo l’ennesima crisi del figlio e le urla notturne, decise di farla finita. Afferrò le bretelle e lo strangolò. Senza premeditazione, ma con la volontà di risolvere un problema grande che coinvolgeva tutta la famiglia. Poi vegliò il ragazzo e alle 7 del mattino, dopo aver raccontato la verità alla moglie, telefonò ai carabinieri facendosi arrestare.

Luca Tronchetti

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