Il Tirreno

Lucca

Domani si va a Messa nella fabbrica fallita

Non si esclude la presenza dell’arcivescovo Castellani a fianco dei dipendenti dell’Eurosak di Porcari

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PORCARI

Domani alle 10,30 il parroco di Porcari, don Giuseppe, celebrerà una Messa nella fabbrica e secondo indiscrezioni non è esclusa la presenza del vescovo Italo Castellani.

Ieri rappresentanti di Comune, Provincia e Regione hanno incontrato il giudice delegato e la curatrice che deciderà sulle sorti dell'Eurosak dopo la dichiarazione di fallimento.

La richiesta fatta al giudice è stata quella di garantire la continuità dell’azienda con una proroga dell’esercizio provvisorio per permettere la formulazione da parte di terzi di proposte di acquisto, per ora non ancora formalizzate.

Un blocco delle istituzioni sceso in campo per salvare l'azienda di imballaggi industriali.

Sullo sfondo almeno due ipotesi di acquisizione: un gruppo industriale del centro-Italia (dell'area adriatica) ed anche una cordata imprenditoriale (che potrebbe essere lucchese) pronta a fare un'offerta per rivelare l'Eurosak in affittanza o acquisto.

Una vertenza sindacale che coinvolge un centinaio di lavoratori tra maestranze e indotto.

Ieri mattina intanto in tribunale il sindaco di Porcari, Alberto Baccini, il presidente della Provincia Stefano Baccelli e l'assessore Francesco Bambini con l'assessore regionale Gianfranco Simoncini, hanno incontrato il giudice delegato Lucente. Poi in un secondo momento Baccini ha avuto un colloquio anche con la curatrice Del Prete.

«La curatrice mi pare abbia compreso il problema – afferma il sindaco di Porcari - e sia disponibile a valutare i nuovi scenari che si stanno prospettando in queste ore, fermo restando il rispetto della legge, quindi la tutela dei creditori che sarebbero avvantaggiati da una prosecuzione della gestione. L'azienda è tecnicamente fallita, ma di fronte ad una o più proposte di subentro ritengo ci siano le condizioni per una risoluzione positiva della vertenza che garantisca una continuità produttiva provvisoria e salvi la base occupazionale».

Il fatto che l'azienda abbia mercato e ancora ordinativi da smaltire gioca a favore di un possibile salvataggio.

I lavoratori della Eurosak restano alla finestra, non hanno organizzato alcun presidio davanti alla fabbrica, ma chiedono garanzie occupazionali.

E sono già molti i lavoratori, secondo i sindacati, ad avere fatto domanda per ottenere l'anticipo di cassa integrazione (500 euro) in modo da fare fronte alla scadenza del mutuo.

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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