Il Tirreno

Lucca

Biologa “in fuga” in Finlandia per fare le ricerche molecolari

di Nicola Nucci
Biologa “in fuga” in Finlandia per fare le ricerche molecolari

Simona Bramante, 26 anni, è di Capannori: laureata a Pisa con 110 e lode ma senza un posto sicuro «A Helsinki mi hanno presa in base al merito e alle competenze: in Italia non sarebbe mai successo»

3 MINUTI DI LETTURA





di Nicola Nucci

CAPANNORI

 E’ partita da Capannori in “fuga verso Helsinki”. Come il titolo del suo blog dove racconta la sua scelta di lasciare l’Italia per dare una speranza alla sua carriera di ricercatrice in terapie anti-cancro. A Simona Bramante, 26 anni, biologa biomolecolare, non sono bastati una laurea con 110 e lode, un percorso di specializzazione e tanta voglia di fare. «Il mio principale obiettivo era proseguire verso la carriera con un dottorato di ricerca. Purtroppo in Italia ho trovato solo porte chiuse e poca disponibilitá di borse di studio. Ho provato come rappresentante di farmaci o in laboratori privati di analisi, ma mi venivano proposti solo stage non retribuiti».

Una reazione ad un sistema che non valorizza studi, preparazione e voglia di emergere. Così anche Simona è diventata un “cervello in fuga”. Dall’ottobre del 2010 vive e lavora nella capitale finlandese. «Alla fine il mio curriculum sarebbe stato messo in attesa insieme a migliaia di altri. Avrebbe significato rinunciare al mio sogno di ricercatore per ritrovarmi con niente in mano. Allora ho iniziato a guardare all’estero»

. La scelta è ricaduta sulla Finlandia. «Cercavo un posto tranquillo, civile, ordinato, con bei paesaggi, bella gente e buone prospettive per la ricerca scientifica – racconta la ricercatrice - Ho sempre avuto un interesse particolare per questa fredda e piccola nazione, poco conosciuta, dovuto anche alla mia passione per le band finlandesi come i Sigur Ros».

La sua scelta non è una bocciatura totale dell’Italia. « Mi sento un “cervello in fuga”, ma l’universitá di Pisa mi ha dato una buona preparazione teorica. L’Italia prepara bene, ma poi costringe a fuggire». Nel paese nordico ha conosciuto altri ricercatori italiani, emigrati dopo essersi laureati in Italia. «Qui ci sono i più innovativi macchinari per una ricerca competitiva nel mondo. Si investe molto in ricerca e sviluppo, si compra e produce. Si guarda al futuro e all’innovazione e i giovani sono visti come un investimento. La cosa che mi ha colpito molto della Finlandia è stato il fatto che io sia stata scelta dal gruppo di ricerca in cui lavoro, solo in base al merito e alle competenze, senza senza l´appoggio di nessuno. In Italia sarebbe mai potuto succedere?». I primi passi non sono stati facili. Da Capannori ad Helsinki, un bel salto. «Le differenze culturali sono tantissime – racconta – a Capannori, dove vive ancora la mia famiglia, ho frequentato le scuole e studiato pianoforte alla civica scuola di musica a Zone. Ho bei ricordi. Dopo la laurea scienze biologiche e la specialista in tecnologie biomolecolari a Pisa, con 110 e lode, ho iniziato ad informarsi su come funzionasse l’istruzione e la ricerca in Finlandia e ho scoperto solo cose positive». Poi l’idea di un blog (fugaversohelsinki.blogspot.com), «una specie di diario di viaggio in cui racconto le differenze tra Italia e Finlandia, curiosità e informazioni utili per chi vuole emigrare. Non mi aspettavo di ricevere cosí tante visite, anche da parte di giovani preoccupati che mi chiedono se avranno un futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini