Attenzione
E sul retro mancano le indicazioni obbligatorie
LUCCA Diritti e doveri di chi circola sulle strade vanno di pari passo con una corretta segnaletica stradale. Per questo è fondamentale che i cartelli che troviamo lungo la nostra viabilità siano...
LUCCA
Diritti e doveri di chi circola sulle strade vanno di pari passo con una corretta segnaletica stradale.
Per questo è fondamentale che i cartelli che troviamo lungo la nostra viabilità siano a norma sia nella parte anteriore che in quella posteriore, anche se questo lato potrebbe sembrare meno importante.
In ogni casom a Lucca negli ultimi tempi questo non accade. Basta guardare il retro dei cartelli di piazzale Martiri della Libertà dove troviamo esclusivamente un adesivo che riporta il numero di telefono della ditta Panza s.r.l. , di Porcari, che dal 2011 possiede e gestisce una rivendita di prodotti e cartellonistica per la segnaletica stradale.
Colpa quindi dell’amministrazione comunale che prima dell’installazione dei cartelli non provvede alla rimozione dell’adesivo e all’applicazione di tutte quelle informazioni previste dal regolamento di esecuzione del Codice della strada.
L’articolo 77 al comma 7 è molto minuzioso al riguardo e spiega che devono essere chiaramente indicati l’ente o l’amministrazione proprietari della strada, il marchio della ditta che ha fabbricato il segnale – non che l’ha venduto – e l’anno di fabbricazione, nonché il numero dell’autorizzazione concessa dal Ministero dei lavori pubblici per la fabbricazione dei segnali stradali.
Non solo, perché per i segnali di prescrizione, a eccezione di quelli utilizzati nei cantieri stradali, devono essere riportati anche gli estremi dell’ordinanza di apposizione.
In caso di ricorso, è infatti un pieno diritto del cittadino sapere a quale provvedimento doversi riferire. Come si vede, dunque, anche nella parte non visibile della segnaletica stradale devono essere rispettati quei regolamenti che poi permettono a ognuno di poter esercitare i propri diritti di fronte alla legge. E che sia così può non saperlo il cittadino, ma non certo la pubblica amministrazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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