Proteste
Strage nazista La Romagna, il Comune parte civile
LUCCA Alla fine anche il Comune si costituisce parte civile nel processo contro l’eccidio nazista conosciuto con il nome della località “La Romagna” anche se avvenuto fra Balbano e Massaciuccoli, la...
LUCCA
Alla fine anche il Comune si costituisce parte civile nel processo contro l’eccidio nazista conosciuto con il nome della località “La Romagna” anche se avvenuto fra Balbano e Massaciuccoli, la notte fra il 10 e l’11 agosto 1944.
Finora Lucca era stato l’unico ente locale a non deliberare la costituzione di parte civile nel processo che oggi si celebra al tribunale militare di Roma. Questa scelta aveva suscitato molte polemiche, soprattutto perché, in vista dell’udienza (rinviata) di dicembre si erano già costituiti la Provincia di Lucca, la Provincia di Pisa, il Comune di Massarosa, quello di San Giuliano, oltre alla Regione. La strage nazista, infatti, si era materialmente consumata in Lucchesia, anche se le persone erano state rastrallate nel territorio di San Giuliano. Ma fra queste c’erano anche lucchesi sfollati. La storia lo conferma. Fra il 6 e il 7 agosto del 1944 vengono rastrellate 69 persone in località La Romagna a San Giuliano Terme. I nazisti vengono condotti nel luogo dello sfollamento da alcuni repubblichini. I prigionieri vengono trascinati a Nozzano dove per alcuni giorni vengono torturati e interrogati. Pochi giorni dopo, nella notte fra il 10 e l’11 agosto, le persone vengono trascinate nella boscaglia di Balbano e intorno a Massaciuccoli (nel territorio di Massarosa) e vengono assassinate. I corpi, poi, vengono abbandonati nei fossi.
Con la scoperta dell’armadio della vergogna, negli anni ’90, è emerso anche il fascicolo di questa strage impunita. E oggi il tribunale si dovrebbe pronunciare sul rinvio a giudizio dell’unico nazista identificato fra chi compì la strage: il centenario (ammesso che sia ancora vivo) Josef Exner.
A rappresentare il Comune, se il processo sarà celebrato, sarà l’avvocato Andrea Da Prato.
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