La manifestazione
Censimento, mancano 2.800 famiglie
Non consegnato circa l’8 per cento dei questionari Istat, per chi si mette in pari ora sanzioni ridotte da 400 euro
LUCCA
Sono 2.800 i questionari che mancano all’appello del censimento lucchese della popolazione. E le famiglie che non hanno ancora risposto alle domande dell’Istat, rischiano una multa di 412 euro.
La percentuale di persone che non ha restituito il plico, comunque, non è altissima, conferma il responsabile dell’ufficio censimento del Comune, Riccardo Del Dotto: si aggira intorno all’8%, considerando che i questionari da riconsegnare dovrebbero essere circa 38-39mila. Una cifra esatta, al momento, non è possibile stabilirla perché già da novembre l’Istat ha inviato al Comune liste aggiunte di cittadini che presumibilmente dovevano essere censiti. In molti casi, però, le verifiche più accurate hanno determinato che molte persone erano emigrate, avevano già ricevuto i questionari o erano perfino decedute.
Le cifre. Al momento - conferma DelDotto - sono rientrati al Comune circa 36mila questionari, mentre ancora ne devono rientrare fra 2.700 e 2.800. Non è escluso che, nonostante i solleciti che saranno inviati, i plichi possano anche non rientrare, perché molte famiglie non esistono più o sono articolate diversamente. «Un dato da tenere presente - specifica DelDotto - è proprio questo: i questionari non sono stati inviati a tutti i cittadini, ma a tutti i nuclei familiari. E non credo che ci sbagliamo di molto a dire che la quasi totalità delle famiglie lucchesi è stata rintracciata, grazie anche al lavoro dei rilevatori».
Le scadenze. La scadenza per la consegna spontanea dei questionari è stata fissata al 20 novembre. Dal 20 novembre al 31 gennaio, poi, si è messa in moto la macchina dei rilevatori che hanno iniziato a raccogliere i plichi a domicilio «spesso - sottolinea Riccardo Del Dotto - anche aiutando le persone nella compilazione».
Gli aggiornamenti. A metà del periodo stabilito dallo Stato per rispondere ai questionari, è stata avviata anche l’operazione di aggiornamento del censimento. In pratica - spiega Del Dotto - è stata effettuata una «estrazione anagrafica (di fatto un controllo aggiornato attraverso l’anagrafe) per prendere in considerazione e riuscire a censire anche le situazioni più recenti, determinate, ad esempio, da un cambio di indirizzo, dalla formazione di una nuova famiglia o dagli arrivi da altri comuni».
Il web. Un po’ più del 20% dei questionari - dice Riccardo Del Dotto - è stato compilato e spedito di via web. «Si tratta di una buona percentuale che ha agevolato molto il lavoro».
Il centro di raccolta. Efficace - sottolinea ancora Riccardo Del Dotto - è stato il lavoro svolto «dal centro comunale di raccolta che ha ricevuto e consegnato circa 6mila questionari dai cittadini che li hanno consegnati direttamente».
Raccolta terminata. Dal 31 gennaio è scaduto il termine per la raccolta dei questionari da parte dei rilevatori. E da ieri, inoltre, non è neppure più operativo il centro di raccolta comunale, aperto in via del Moro nella sede dell’Urp, l’ufficio di relazioni con il pubblico.
Possibilità on line. E’ ancora aperta - assicura Del Dotto - la possibilità di compilare i questionari via web senza incorrere in sanzioni. «Questa possibilità - precisa il dirigente - è solo per chi aveva già iniziato la compilazione sul web e non l’aveva terminata».
Le sanzioni. Secondo la legge, a decidere se inviare la sanzione è l’Istat e non il Comune. Per chi non ha risposto al questionario e non lo ha inviato nei termini indicati, è prevista una sanzione amministrativa che va da un minimo di 206 euro a un massimo di 2.060 (dieci volte il minimo). E’ possibile, però, il pagamento nella misura ridotta di 412 euro (il doppio del minimo) in caso di saldo entro 60 giorni dalla notifica.
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