Il Tirreno

Lucca

Campo di Marte, Favilla prepara un’azione legale

di Ilaria Bonuccelli

Causa contro la Regione: il sindaco si rivolge a Stancanelli Il centrosinistra: «Trattiamo si Maggiano e Arliano»

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LUCCA

La battaglia politica e quella amministrativa. Oggi il sindaco, Mauro Favilla, dovrebbe incontrare l’avvocato Giuseppe Stancanelli, consulente del Comune e con lui valutare come opporsi alla legge regionale sulla valorizzazione dei beni pubblici da vendere. Poi dovrebbe scrivere all’Anci nazionale, oltre che al Governo (come già anticipato al Tirreno) per invitarli a bloccare la legge che consente alla Regione, fra l’altro, di imporre le nuovi destinazioni d’uso al Campo di Marte, in modo che la vendita del vecchio ospedale frutti i 23 milioni pattuiti per contribuire alle spese di costruzione di quello nuovo a San Filippo.

In questa battaglia contro la Regione, Favilla si trova sullo stesso fronte dell’(ex) amico democristiano Piero Angelini, leader di Governare Lucca, con il quale aveva impostato la campagna elettorale (vincente) del 2007 contro la costruzione del nuovo ospedale. Persa la crociata per costruire il nuovo ospedale, Favilla assicura che verrà ripresa la «battaglia più importante per la città per salvaguardare la destinazione d’uso (a prevalenza sanitaria) del Campo di Marte, sulla quale invito tutte le forze a fare fronte comune, per fare in modo che sia Lucca a decidere del destino del proprio territorio e non la Regione. Non è, infatti, possibile che la Regione faccia speculazione edilizia».

Al di là della battaglia di campanile contro Firenze matrigna, e del ravvedimento del Comune contro la cementificazione - arrivato dopo 3mila appartamenti di troppo - anche il centrosinistra si pone in modo critico nei confronti della legge regionale . Lo spirito della norma è di assicurare agli immobili pubblici una destinazione d’uso appetibile per il mercato immobiliare, in modo da garantire un ritorno economico importante. Nel caso degli immobili come il Campo di Marte, fra l’altro, questo ritorno è anche stato quantificato in un accordo di programma sottoscritto dal Comune prima dell’inizio della costruzione del nuovo ospedale a San Filippo. Tuttavia - evidenzia il capogruppo di Sel, Antonio Sichi - è necessario «destinare la maggior parte del vecchio ospedale a strutture sanitarie, dall’ospedale di comunità per lunghe degenze a tutti i servizi che dovranno completare l’assistenza e l’offerta di salute che il nuovo ospedale per acuti a San Filippo non garantirà. Perciò, se la Regione vuole recuperare fondi per finanziare il nuovo ospedale, ragioneremo sulle destinazioni d’uso possibili per l’ex ospedale psichiatrico di Maggiano e per quello di Arliano. Se sarà il centrosinistra a governare, il confronto con la Regione sarà impostato su queste basi». Lo stesso candidato sindaco del centrosinistra, Alessandro Tambellini, ribadisce che «la Regione può intervenire sul regolamento urbanistico, ma non sul piano strutturale che per il Campo di Marte impone un recupero globale, con un piano unico per tutta l’area. E questa disposizione noi la difenderemo fino in fondo».

Per Marco Remaschi (Pd), presidente della commissione regionale Sanità, però, la Regione non avrebbe intenzione «né di scavalcare i Comuni né di determinare destinazione d’uso per gli immobili pubblici in antitesi con le volontà locali. La nostra commissione, infatti, ha ottenuto che nella legge di valorizzazione del patrimonio pubblico venisse inserito l’obbligo della concertazione tra Firenze e amministrazioni locali. Per questo trovo strumentale l’opposizione di centrodestra che fa finta di non capire che la Regione non si può sostituire alla volontà dei Comuni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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