Trasporti
Concorso da dirigente, scontro Comune-architetti
Il Tar dà ragione all’ente che pubblica un bando soltanto per ingegneri L’ordine dei professionisti esclusi valuta di impugnare la decisione
LUCCA
Il Tar dà ragione al Comune. Respinge la richiesta di sospensiva presentata dall’ordine degli architetti contro il concorso bandito per assumere un nuovo dirigente tecnico, da scegliere solo fra gli ingegneri. La categoria, però, non demorde. E annuncia che valuterà con il proprio legale se ci sono gli estremi per impugnare la decisione del tribunale amministrativo.
L’obiettivo di questo contenzioso - ricorda il presidente dell’ordine degli architetti, Elvio Cecchini - è solo quello di affermare un principio: l’equipollenza della laurea di architetto e di ingegnere, soprattutto alla luce delle occasioni di lavoro che possono venire dagli enti pubblici. Secondo il Comune, però, non è così. Tanto che a dicembre ha bandito un concorso per soli ingegneri. E il Tar, almeno in questa prima fase, ha sposato la tesi dell’amministrazione comunale che si ritiene libera di definire i requisiti richiesti a un professionista da assumere. Il tribunale, infatti, non solo ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dall’ordine, ma - stando a una nota di Palazzo Orsetti - ha dato ragione al Comune anche nel merito. Uno stralcio della sentenza, resa nota dall’amministrazione comunale, infatti, recita: «…Per altro verso, deve condividersi la tesi del Comune, secondo cui non è necessario che il bando di concorso indichi le specifiche mansioni da ricoprire, essendo sufficiente l’indicazione della qualifica e del profilo professionale, quest’ultima adeguatamente supplita, nella specie, dalla richiesta dell’abilitazione alla professione di ingegnere, dalla quale si desume al di là di ogni ragionevole dubbio la natura delle competenze professionali richieste dal Comune. Né, evidentemente, può essere sindacata - prosegue la sentenza - la scelta del Comune di integrare la propria dotazione organica attraverso l’acquisizione di un ingegnere, piuttosto che di un architetto, fermo restando che si tratta di professionisti le cui competenze non sono integralmente sovrapponibili».
Per l’ordine degli architetti, però, è proprio questo il principio da confutare. Anche se, prima di pensare a impugnare la decisione del Tar, è necessario «leggere tutto il dispositivo della sentenza, che ancora non abbiamo». Da qui la necessità dell’ordine degli architetti di un confronto ulteriore con il proprio legale.
L’amministrazione comunale, però, non sembra impensierita neppure da un eventuale nuovo ricorso. Anche perché - fa notare il Comune - nell’attuale pianta organica dell’ente, dei sei dirigenti tecnici, 4 hanno la laurea in architettura, mentre i due dirigenti ingegneri sono prossimi al collocamento a riposo. «Per cui c’era il rischio fondato di non avere alcun dirigente ingegnere in servizio nei prossimi anni. Resta da sottolineare il fatto che il Comun ha il minor numero di dirigenti in servizio, tra tutti i capoluoghi della Toscana».
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