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Sciopero a oltranza dei 45 dipendenti della Ciet di Marlia

Sciopero a oltranza dei 45 dipendenti della Ciet di Marlia

MARLIA Senza stipendio da cinque mesi e, nei mesi precedenti, pagamenti a singhiozzo. È la situazione travagliata della Ciet di Marlia, 45 lavoratori che hanno a che fare ormai da tempo con una...

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MARLIA

Senza stipendio da cinque mesi e, nei mesi precedenti, pagamenti a singhiozzo. È la situazione travagliata della Ciet di Marlia, 45 lavoratori che hanno a che fare ormai da tempo con una situazione estremamente precaria. Venerdì hanno proclamato il blocco delle attività di cantiere e Lamberto Pocai, della Fiom-Cgil, dice: «Vogliamo vederci chiaro, le cose potrebbero anche peggiorare se è vero che Telecom non rinnoverà l’appalto all’azienda per la zona di Lucca». Sciopero a oltranza, fino a quando non arriveranno gli stipendi promessi. I lavoratori della Ciet sono allo stremo. «La situazione è grave. Nonostante le promesse, sono cinque mesi che i dipendenti della sede di Marlia non prendono un soldo – dice Lamberto Pocai – Nelle settimane scorse, l’azienda aveva promesso di pagare la tredicesima e la quattordicesima mensilità, oltre ad un acconto sul mese di novembre, che sarebbe già dovuto arrivare nei giorni scorsi. Ebbene, i lavoratori non hanno visto un euro. Il fatto strano è che questa situazione si è verificata solo a Lucca. Nelle altre sedi Ciet i dipendenti sono stati invece pagati». Un particolare che rafforza i timori di Pocai, che ormai da tempo segue le vicende dalla Ciet. «Negli ultimi tempi si inseguono voci preoccupanti sul futuro della Ciet di Marlia. Pare infatti che Telecom non intenda rinnovare l’appalto su Lucca, il che comporterebbe una notevole diminuzione nell’attività della sede di Marlia, che, proprio per questo, la Ciet sarebbe pronta a chiudere. Non vorremmo che il mancato pagamento degli stipendi stia proprio a significare questo clima di dismissione. Tanto più che soggetti interessati all’appalto Telecom sarebbero già molti e pronti ad avanzare le loro offerte». Sarebbe la conclusione peggiore per i dipendenti della sede di via Villa Fontana, che da tempo si battono per mantenere il lavoro. «Ho chiesto alla Provincia di fissare un incontro, per aprire il tavolo delle trattative», conclude Pocai. (A.B.)

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