Finanza
Incendi, contenziosi e un sequestro giudiziario
LUCCA Incendi, atti vandalici, contenziosi fra i proprietari dei cavalli e il gestore e poi fra il concessionario e l’amministrazione comunale. E’ turbolenta anche la storia recente del centro ippico,...
LUCCA
Incendi, atti vandalici, contenziosi fra i proprietari dei cavalli e il gestore e poi fra il concessionario e l’amministrazione comunale. E’ turbolenta anche la storia recente del centro ippico, complesso pubblico che alla fine dello scorso millennio veniva indicato dal Comune come uno dei punti di rilancio del parco fluviale del Serchio.
Tutte le aspettative sono andate deluse, visto quello che è accaduto negli ultimi 4 anni. Nel 2006l Comune indice una gara per assegnare la gestione e riqualificazione del centro ippico, con campi di equitazione, box, stalle e locale da adibire a bar e ristorante. Il complesso viene dato in concessione per 20 anni all’imprenditore Federico Della Bidia che si impegna, fra l’altro, a eseguire interventi di miglioramento dell’impianto, con la messa a norma delle scuderie e dei box per cavalli e con la creazione di un’area per l’ippoterapia. In realtà, il percorso si rivela quasi da subito in salita. Intanto già nell’estate del 2006 si verifica un incendio al centro ippico. Episodio analogo si ripete nell’autunno del 2007 e poi anche a novembre del 2008. Già nel 2009 sorge un contenzioso fra il concessionario Della Bidia e la società di Montecatini alla quale era stata affidata la gestione del ristorante. Il contenzioso - come conferma all’epoca Della Bidia - riguarda il pagamento dell’affitto. Fatto sta che già prima dell’estate del 2009 il locale è chiuso ormai da mesi.
Poi, però, scoppia la guerra fra concessionario del complesso e Comune. Alla base del contenzioso c’è la contestazione a Della Bidia, da parte dell’amministrazione, di non aver realizzato i lavori di miglioramento della struttura, come da obbligo contrattuale inserito nel bando. L’imprenditore da subito si difende sostenendo di non essere stato in grado di intervenire perché i proprietari dei cavalli a pensione al centro ippico si erano rifiutati di lasciare i box. A parte il fatto che la versione viene contestata dai proprietari dei cavalli, Della Bidia si trova in un altro guaio: a maggio del 2010, la Procura sequestra parte del complesso, lungo il fiume per la presenza di una «discarica non autorizzata di rifiuti speciali e non pericolosi: lastre di fibro-cemento, detriti di demolizioni edili, escrementi di animali (quelli dei cavalli, appunto, ndr)». L’accusa è pesante anche perché l’area è sottoposta a vincolo ambientale.
Considerati tutti questi problemi e incidenti di percorso, il Comune a gennaio del 2011 decide di revocare formalmente la concessione all’imprenditore lucchese. Il quale , però, impugna la revoca e chiede i danni (5 milioni) al Comune oltre che ai proprietari dei cavalli (2 milioni) che non avendo liberato i box gli avrebbero impedito di effettuare i lavori di miglioramento del complesso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google