Trasporti
Ichino e la sua Lucca «Una seconda casa»
di Gianni Parrini LUCCA «Non si tratta di abolire l'articolo 18 ma di applicare nuovi sistemi di protezione dei lavoratori che valgano per tutti». È un mestiere delicato quello del giuslavorista....
di Gianni Parrini
LUCCA
«Non si tratta di abolire l'articolo 18 ma di applicare nuovi sistemi di protezione dei lavoratori che valgano per tutti». È un mestiere delicato quello del giuslavorista. Soprattutto se si milita nel centrosinistra e si ha l'idea – folle per alcuni – che per riformare il mercato del lavoro sia necessario stravolgere uno dei totem intoccabili di questa parte politica e dei sindacati. Il professor Pietro Ichino (in foto) uno dei massimi esperti di questa delicata materia, ha cercato di esporre le sue proposte venerdì sera al Palazzo Bernardini di Lucca presentando il libro di cui è autore: “Inchiesta sul Lavoro. Perché non dobbiamo aver paura di una grande riforma”. All'incontro, organizzato dall'Associazione Industriali di Lucca e dalla Fondazione Giuseppe Pera, ha partecipato tutta il gotha della politica lucchese ma anche numerosi curiosi. Così, davanti a oltre un centinaio di persone Ichino ha iniziato a rispondere alle domande dell'intervistatore e del pubblico: «Sono felice di ritornare a Lucca che è un po' la mia seconda patria – ha spiegato l'ospite – L'articolo 18 è un'entità giuridica complessa al cui interno stanno molte cose, alcune delle quali talmente preziose che ritengo sia doveroso estenderle a tutti i lavoratori. Ad esempio, le norme che sanzionano i licenziamenti discriminatori. In Italia ci sono 19 milioni di lavoratori dipendenti, ma dieci di questi non godono di queste tutele. La nostra forza lavoro è spaccata in due come una mela e tutti i progetti di legge oggi presenti in Parlamento – tra i quali il mio – mirano a correggere questa stortura».
Il professore, che è anche senatore del Pd, cerca di riassumere in breve i punti cardine della sua proposta: «Quello che suggeriamo è una diversa tecnica protettiva, uguale per tutti i lavoratori: contratti a tempo indeterminato, ma nessun inamovibile. E per chi perde il posto, un robusto sostegno del reddito nel periodo di passaggio dalla vecchia alla nuova occupazione, accompagnato da una riqualificazione professionale mirata ed efficace».
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