Proteste
Frate truffato da due allevatori
Compra un cavallo da corsa per la nipotina, ma gli vendono un ronzino zoppo
di Luca Tronchetti
ALTOPASCIO
Truffano un frate cappuccino vendendogli invece di un cavallo da corsa un ronzino malaticcio e azzoppato impossibilitato a partecipare a qualsiasi competizione. Il religioso avrebbe dovuto far attenzione al nome del centro ippico di Marginone dove ha acquistato la puledra grazie ai risparmi di un confratello: «Le due creste». E di cresta, stando alla procura, si tratta. Perchè il cavallo da regalare alla nipotina di 13 anni, residente a Buggiano e dedita da anni all’equitazione con specialità salto ad ostacoli, costa al frate 8mila euro cash. In realtà Cosma Bi, una puledra di 6 anni importata dalla Germania, è valutata dagli «esperti» 14mila euro. Nei guai finiscono i tedeschi Judith Eva Bachl e Robert Schaeffer entrambi di trentotto anni. La procura li cita a giudizio per truffa.
La storia. Un giorno d’estate frate Giuliano, 54 anni, dell’ordine dei cappuccini di Salerno passeggia per le strade di Pescia in compagnia della nipote che da tempo sogna di avere un cavallo tutto suo. Notano un cartello con le indicazioni del centro ippico di Marginone. Il religioso vuol esaudire i desideri della nipotina e decide di presentarsi dagli allevatori tedeschi palesando la sua profonda ignoranza in materia equina. «Abbiamo la cavalla che fa al caso vostro» la risposta. Di lì a poco dall’allevamento tedesco Titan Horsetrucks arriva la puledra.
Visita veterinaria. L’animale ha un bozzo sotto l’addome. «E’ una puntura di zanzara» dicono gli allevatori tedeschi. Il frate e la nipote la vogliono sottoporre a una visita veterinaria prima di acquistarla. Ma trovano la ferma opposizione dei commercianti che alla fine riescono a convincere lo sprovveduto religioso a comprare la puledra con uno sconto di 6mila euro. Cosma Bi a spese del frate viene sottoposta a una visita il 16 settembre 2011. Si scopre che l’animale ha avuto un intervento chirurgico all’addome e ha una zoppia agli arti anteriori. Ma soprattutto non può gareggiare perchè è priva del test obbligatorio per l’anemia indispensabile per l’ingresso in Italia. Il povero frate cerca, senza riuscirci, di farsi tornare indietro i soldi. Poi la denuncia in procura.
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