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Lucca

Centro ippico ridotto in macerie

Centro ippico ridotto in macerie

Devastata la struttura pubblica rimasta senza sorveglianza: ora è rifugio di senzatetto

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di Luca Tronchetti

LUCCA

L’oasi diventa cloaca. Benvenuti al Centro Ippico Lucchese lungo il parco fluviale dove lastre di eternit, bagni devastati, rifiuti di ogni genere fanno bella mostra di fronte al Serchio. Doveva essere un fiore all’occhiello per l’ente pubblico è diventato una pattumiera dove le stalle che sino a un anno fa ospitavano cavalli e puledri oggi sono ricovero di clochard, extracomunitari e disperati che cercano riparo dalle intemperie e dal freddo pungente del gelido inverno.

Entrare nelle scuderie e nella sala reception è un gioco da ragazzi. E non è certo un cartello di divieto d’accesso scritto a penna con la dicitura Comune di Lucca a spaventare senza tetto e malintenzionati. Il nastro isolante bianco-rosso, come quello usato dalla pg per i sequestri disposti dall’autorità giudiziaria, è posto a poco più di un metro d’altezza lungo tutto il perimetro della struttura. Ci si può passare sotto o scavalcarlo senza rischi. Sarebbe necessario che il Comune mettesse l’area in sicurezza. Ma nonostante i solleciti delle forze dell’ordine - i carabinieri di San Concordio più volte hanno segnalato i pericoli - il Centro è senza difesa.

Discarica abusiva. Appena superi il parcheggio che delimita la strada a senso unico ti trovi davanti una discarica di rifiuti. C’è di tutto: armadietti, tavoli, frigo, cartoni, plastica. Molto materiale è lì chissà da quanti mesi. Di fronte c’è una delle stalle. Entri nei box e trovi il segno di presenze umane. Vecchi giacconi, scarpe, felpe, coperte, stracci. E soprattutto bottiglie di birra, di vino e di acqua minerale.

Pagliericci di fortuna. Dall’altro lato le scuderie diventano gli alloggi per diseredati e barboni. Di fianco ai box in bella vista si leggono su fogli di carta i nomi dei puledri ospitati: Elenoire, Nulanda, Aldair (forse un omaggio all’ex calciatore di Roma, Genoa e della nazionale brasiliana), Chester. Ma al posto dei cavalli lì ci dormono persone in carne ed ossa. Accanto a vecchie e lerce coperte con le cassette in plastica a fare da cuscino ci sono anche bombole di gas probabilmente usate per alimentare fornelli da campo per riscaldare cibo e rendere meno fredda la notte. Con tutti i rischi che ciò comporta.

La reception. C’è una scritta con tanto di logo del comune di Lucca e i ringraziamenti al sindaco, all’assessore allo sport, al Coni e agli sponsor che campeggia accanto alla reception. O meglio a quel che resta della zona di accoglienza. A terra si possono notare blocchetti di ricevute fiscali ancora da compilare, depliant illustrativi delle bellezze della Lucchesia, coppe e trofei. I ladri hanno fatto incetta di rame impossessandosi di canale e soprattutto tagliando i fili elettrici fissati negli angoli delle pareti per procacciarsi l’oro rosso.

I bagni. Piastrelle e sanitari sono nuovi di zecca. Ma all’interno si trova un po’ di tutto: vetri rotti, carta igienica fatta a pezzi, flaconi di shampo, lamette e schiuma da barba. Segno che qualcuno ha usato e forse usa ancora il locale abbandonato.

Il ristorante. Da una finestra aperta è possibile vedere che il punto di ristoro è una grande stanza dov’è accatastato materiale di vario tipo: sedie, tavoli, carrelli, vettovaglie.

Il maneggio. Mentre nella pioppeta anzichè i funghi si notano un paio di estintori, dalla parte opposta dove un tempo c’era il maneggio con tanto di recinzione oggi impera l’erba alta. E pochi passi più decide di lastre d’eternit. Si trovano vicine alla stalla data alle fiamme più di un anno fa. Sono pericolosissime, ma nessuno ha pensato a toglierle.

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