Sicurezza
Procurato allarme, multa da 7500 euro per l’erpetologo
La procura della Repubblica gli chiede 7500 euro di ammenda in sostituzione di una condanna a un mese di arresto per procurato allarme. Ma a quel decreto di condanna, presentato dal magistrato...
LUCCA
La procura della Repubblica gli chiede 7500 euro di ammenda in sostituzione di una condanna a un mese di arresto per procurato allarme. Ma a quel decreto di condanna, presentato dal magistrato al giudice delle indagini preliminari, il protagonista di una vicenda che ha fatto il giro d’Italia è deciso ad opporsi. Perchè Cristiano Pacini, 43 anni, di Altopascio, che nel 2011 era diventato l’erpetologo più famoso in circolazione specializzato nella cattura di pitoni, boa, crotali e iguana lasciati liberi da Lucca a Livorno, sostiene con forza la sua innocenza. «Non so nulla del decreto penale di condanna. - dice al telefono - Ne parlerò al mio avvocato, ma non sono certo intenzionato ad alzare bandiera bianca per qualcosa che non ho commesso».
L’accusa è semplice: a Pacini si imputa di aver rilasciato alcuni rettili che teneva in custodia allo scopo di vantarne il recupero finendo sui giornali e in televisione. Insomma per ricevere notorietà e senza prendere un euro avrebbe commesso un reato che si estingue con il pagamento di un’ammenda. «Sono passati diversi mesi da quando mi è caduta addosso questa tegola. - sostiene l’erpetologo - Io comunque continuo ad occuparmi di rettili. Sto costituendo una nuova associazione la A.E.R. recupero rettili e custodia animali pericolosi. Al momento la sede è fissata nella mia abitazione e ci sono già alcune persone che vogliono collaborare con me. L’inchiesta? A mio avviso i carabinieri hanno fatto un sequestro parziale. Ad esempio non hanno sequestrato le schede telefoniche dell’apparecchio di servizio per appurare che le chiamate d’intervento mi arrivavano dai vigili del fuoco e dalle forze dell’ordine. Resto a disposizione dell’autorità giudiziaria. Se mi vogliono sentire sono pronto a dare la mia versione dei fatti, ma nessuno ad oggi si è fatto vivo con me».
Il 19 settembre scorso Pacini venne espulso dall’associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente (Anpana) dove prestava servizio da tre anni. «Recuperavo rettili utilizzando la mia auto, pagando il gasolio per i trasferimenti, tenendo in custodia i serpenti senza ricevere un euro».(l.t.)
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