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Lucca

Spaccio di droga, condanne per 35 anni

Spaccio di droga, condanne per 35 anni

La banda di immigrati sgominata dai carabinieri riforniva studenti, operai e professionisti nella Piana e nella Valdinievole

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ALTOPASCIO

Trentacinque anni di carcere e multe per oltre 150mila euro inflitte ai componenti di una gang di albanesi e nordafricani che operava tra Altopascio, Montecarlo, Capannori e la Valdinievole nel settore dello spaccio di cocaina ed eroina. Stupefacente acquistato da studenti, operai e professionisti frequentatori di locali pubblici e club privati della Piana e dell’hinterland pistoiese. Droga che secondo i carabinieri del reparto operativo diretti dal capitano Salvatore Pennisi proveniva in prevalenza dall’Olanda.

Le condanne. Per gli investigatori la banda era guidata da Jalel Ben Gadri Khadhraoui, 48 anni, tunisino, residente a Montecarlo. Il giudice Letizia Di Grazia lo ha condannato a 10 anni e 6 mesi di reclusione e 55mila euro di multa. Una pena sulla carta perchè l’extracomunitario è ancora latitante. E lo stesso discorso vale per Shpetim Pepa detto Cimi, albanese, 38 anni, domiciliato a Pescia, pure lui uccel di bosco.

Chi invece sconterà la pena è Arenc Dingozi detto Lenci, 30 anni compiuti proprio ieri, origini albanesi e domiciliato a Ponte Buggianese. Il giudice lo ha condannato a sei anni e sei mesi di reclusione e 30mila euro di multa. Infine gli albanesi Besnik Pepa detto Niku, 31 anni e Gazmir Pequini, 25 anni, entrambi residenti a Pescia e Bilbil Sharka, 28 anni, di Massa e Cozzile sono stati condannati a due anni e sei mesi e 5mila euro di multa. Assolti per non aver commesso il fatto Ardjan Dingozi, 28 anni, residente a Montecatini Terme e Emirjan Arapi detto Miri, 28 anni, di Ponte Buggianese.

Le indagini. L’inchiesta iniziò nel novembre 2007 e si concluse con otto ordinanze di custodia cautelare in carcere e quattro misure di prevenzione dell’obbligo di dimora emesse dal gip del tribunale di Lucca tra marzo e aprile 2008. Secondo i carabinieri la banda riusciva a spacciare ogni settimana mezzo chilo di sostanze stupefacenti da tagliare. Gli appartenenti alla gang - due tunisini e dieci albanesi (le posizioni minori sono state definite nell’udienza gup) - non facevano nulla per nascondere il loro alto tenore di vita nonostante non avessero un’occupazione fissa o figurassero come operai e muratori. Auto di lusso, vestiti griffati, orologi di pregio al polso. Per sgominare l’organizzazione - i due latitanti condannati dal giudice a 10 anni e mezzo di carcere sono stati ricercati anche dall’Interpol - i carabinieri hanno utilizzato, oltre le normali tecniche investigative (intercettazioni, pedinamenti), anche accertamenti bancari per capire i flussi di denaro. L’operazione - denominata in codice Aspide - portò al sequestro di 60 grammi di eroina e 50 di cocaina e oltre alle persone finite in carcere o con misure restrittive della libertà personale ci furono 33 denunce a piede libero. Oltre alle pene detentive e pecuniarie il giudice ha disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Khadhraoui, Dingozi e Shpetim Pepa. (l.t.)

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