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Lucca

«E’ una politica solo per fare cassa»

«E’ una politica solo per fare cassa»

Angelini (Governare Lucca) sostiene l’illegittimità della nuova norma

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LUCCA

«Siamo di fronte a una politica urbanistica motivata solo dalle esigenze di fare cassa, senza alcuna attenzione per lo sviluppo sostenibile». Piero Angelini, leader di Governare Lucca, attacca la legge di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico che la Regione ha appena approvato, con l’astensione dell’Udc e il voto contrario del centrodestra.

Il politico è preoccupato per la trasformazione che Firenze potrebbe imporre al Campo di Marte, creando un nuovo quartiere al posto dell’ex ospedale a «100 metri dalle Mura. Questa legge approvata in tutta fretta - riprende Angelini - non recepisce una serie di disposizioni fondamentali della normativa di riferimento, il decreto Monti. Ad esempio, non recepisce la possibilità di escludere dai piani di valorizzazione gli immobili che fanno parte di accordi di programma già sottoscritti al momento dell’entrata in vigore della legge regionale. Se così fosse, l’ospedale Campo di Marte sarebbe stato escluso da questa operazione». Invece, anche la trasformazione del vecchio ospedale - osserva Angelini - è inserita «in una legge che presenta regolamentazioni inaccettabili. Che cassa la previsione, sempre contenuta nel decreto Monti, di tenere conto dei vincoli e delle procedure che tutelano il patrimonio immobiliare. Che consente interventi di edificazione in città, in campagna e perfino in aree agricole, oltretutto attraverso procedure abbreviate. E’ una legge, insomma, che prevede che la destinazione d’uso degli immobili da vendere debba garantire gli obiettivi economici degli accordi di programma. Perciò la mia stima nell’urbanistica sostenibile della Regione è diminuita». Secondo Angelini, il presidente della Regione si «conferma ossessionato dalle scelte prese in passato per la costruzione dei 4 nuovi ospedali in Toscana (Lucca, Pistoia, Prato e Carrara) alla quale la magistratura dovrebbe prestare attenzione». E la norma appena approvata - insiste il politico - «confligge con la legge dello Stato. Se lo Stato dice che le alienazioni che fanno parte di accordi di programma già siglati non vengono inclusi nei piani di valorizzazione, non capisco perché la Regione debba prendere un’altra direzione che contrasta con l’interesse dei cittadini».(i.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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