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Lucca

Cresce il numero dei ladri under 21

Cresce il numero dei ladri under 21

Boom di furti e borseggi commessi da bande di ragazzi composta da italiani e stranieri e da giovani senza più valori

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di Luca Tronchetti

LUCCA

Cresce anche a Lucca il numero dei giovani che commette reati contro il patrimonio. Furti, borseggi e rapine non sono più opera esclusiva di ultratrentenni, ma nel 2011 è cresciuta la media dei baby ladri. Da mesi ormai nelle scuole medie e superiori della Lucchesia e della Piana avvengono furti ai distributori automatici di merendine, bibite e bevande installati in buona parte degli istituti. Macchinette che contengono pochi soldi. Nella notte è toccato all’istituto Matteo Civitali in via S. Nicolao, in precedenza i furti erano stati commessi al liceo Majorana e in scuole medie a San Concordio e S. Anna. Gli inquirenti non hanno troppi dubbi: gli autori sono giovanissimi, forse una gang composta da italiani ed extracomunitari under 21.

Di padre in figlio. Il furto come «mestiere» tramandato da generazioni, ma anche come sfida per sentirsi più grande o come scorciatoia per poter soddisfare esigenze altrimenti impossibili da soddisfare e negli ultimi anche come risposta a una crisi economica che divora una generazione di ragazzi.

Il capo della squadra Mobile, Virgilio Russo, che da tempo s’impegna nelle scuole a diffondere la legalità conosce bene il fenomeno nelle sue varie sfaccettature.

«Inutile nascondersi. Stanno aumentando in minura esponenziale gli autori di furti e rapine al di sotto dei 25 anni. Anche se per il momento è ancora molto basso il fenomeno della recidiva. Di solito chi compie un furto come gesto di sfida, come atto dimostrativo nei confronti di adulti e coetanei e viene colto in flagranza di reato tende a non reiterarlo. E’ in crescita esponenziale invece il fenomeno delle “bandillas ” . Si tratta di giovani di varie etnie (italiani, slavi, romeni, albanesi) che si mettono assieme per compiere reati contro il patrimonio. Abbiamo notato che, per quanto riguarda gli italiani, i nuovi malviventi sono figli di ex detenuti o di persone denunciare per gli stessi motivi. Si tratta di bande giovanili che rifiutano le regole e che non hanno ricevuto un’idonea educazione. Possono diventare molto pericolose specie se uno o più componenti fanno uso di sostanze stupefacenti. A quel punto i loro raid diventano violenti e l’uso delle armi rappresenta un rischio ancora maggiore».

Spacconi, annoiati e sofferenti.

Per il capo della Mobile accanto alle gang c’è un sottobosco giovanile da tenere monitorare. «Rubare un capo d’abbigliamento o un profumo diventa una sorta di sfida, un modo per mostrare agli altri di essere più grandi, sicuri di sè, intoccabili. Qualche mese fa in via S. Girolamo è stato preso di mira un distributore di bevande. La macchinetta è stata devastata per prendere posti spiccioli e qualche lattina di birra o di aranciata e i contenitori e i muri sono stati imbrattati con la vernice. Siamo rimasti di sale quando, dopo aver svolto accertamenti, ci siamo imbattuti in un gruppo di ragazzi dai 16 ai 19 anni figli di professionisti, commercianti, impiegati che non avevano mai dato adito a sospetti di sorta. Una spacconata per sentirsi più grandi, alcuni di loro per vincere la noia. E che dire quando, ciclicamente, i negozi di abbigliamento e cosmesi ci chiamano dopo aver bloccato giovani donne che nascondevano nelle borse capi di marca? Lo fanno perchè non possono permettersi la merce griffata e vogliono essere al pari di chi può acquistare quei prodotti. L’assenza di punti di riferimento che esercitano un controllo (famiglia e scuola) risulta devastante. L’impressione è che la situazione peggiorerà in conseguenza della gravi crisi economica che contrae i consumi e non lascia margini ai meno abbienti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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