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Carcere, denunce per il sovraffollamento

Carcere, denunce per il sovraffollamento

In consiglio comunale i problemi del “San Giorgio”: all’unanimità si decide di intervenire

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LUCCA

Obiettivo Carcere San Giorgio: potrebbe essere sintetizzato così l'ordine del giorno presentato ieri sera in consiglio comunale e già votato all'unanimità in commissione sociale, che impegna il sindaco ad attivarsi con gli altri enti locali per rendere vivibile, o almeno accettabile, la situazione del San Giorgio.

I punti principale di questo intervento urgente, che amministrazione comunale, provincia, Usl e gruppi di volontariato dovrebbero portare avanti in tempi brevi, riguardano varie tematiche, da un maggiore intervento psicologico e psichiatrico alla riattivazione del protocollo d'intesa del 2008, fino al coinvolgimento di associazioni del Terzo settore per garantire un maggior sostegno ai detenuti e alle loro famiglie. Ma non finisce qui: si prende in esame anche il sovraffollamento in cui versa la struttura carceraria, da denunciare all'Usl 2, all'Usl 12, alla Provincia, alla Regione Toscana e ai ministeri dell'Interno e di Giustizia; la necessità di rinnovare la convenzione con l'associazione Gruppo volontari carcere che da anni porta avanti interventi di ascolto e di attività nel San Giorgio e di realizzare uno spazio attrezzato per i colloqui all'aperto, per facilitare l'incontro dei detenuti con le famiglie, allestire un'area giochi per i bambini in visita e ripristinare la palestra attualmente inagibile. «Un aspetto su cui c'è bisogno di lavorare fin da subito – spiega Antonio Sichi, capogruppo Sel – riguarda la formazione dei detenuti, la quale facilita il reinserimento sociale e professionale da realizzare in collaborazione con l'amministrazione provinciale e con il centro per l'impiego. Si tratta di una serie di iniziative urgenti, ecco perché chiediamo al sindaco di relazionare sullo stato di attuazione degli impegni entro il 10 marzo».

L'impegno, da parte della commissione sociale e dei capigruppo consiliari, è scaturito soprattutto dopo la visita nella struttura, fatiscente e inadeguata per il numero di detenuti (185 ma ne potrebbe ospitare circa la metà). «La polizia penitenziaria – si legge nell'odg - deve operare da troppo tempo con un organico inadeguato e con turni di servizio pesanti e il sovraffollamento sfocia spesso in episodi di disordine, violenza e casi di autolesionismo di alcuni detenuti».

Nadia Davini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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