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Per giorni senz’acqua i cittadini adesso minacciano denuncia

Per giorni senz’acqua i cittadini adesso minacciano denuncia

I residenti di Tramonte in guerra con Geal e il Comune La società: «Abbiamo fatto il possibile, siamo corretti»

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di Barbara Antoni

LUCCA

Rischia di finire per vie legali - con una denuncia per interruzione di pubblico servizio - la controversia fra i cittadini di Tramonte di Brancoli, il Comune e Geal, per la sospensione del servizio idrico nella località dal 28 agosto al 2 settembre del 2011. Giorni che i cittadini di Tramonte, spiega il signor Giuliano Chiarotti (il loro portavoce) ricordano con rabbia mista ad amarezza. «L’acqua venne sospesa senza alcuna comunicazione - racconta Chiarotti -. E fu riattivata dopo cinque giorni solo perché sollecitammo il ripristino del servizio con molta insistenza. Fu così che arrivarono alcune autobotti per distribuire l’acqua. E fu messo un cartello sul viale di Tramonte in cui si annunciava che l’acqua delle cisterne non era da destinarsi a usi potabili. Da allora non abbiamo ricevuto alcun altro avviso che ci informasse sulla qualità dell’acqua che tuttora scorre dai nostri rubinetti».

A seguito di quel disservizio, spiega ancora il signor Chiarotti a nome degli abitanti di Tramonte (in tutto una quindicina di famiglie, ma nella località si trovano anche un convento e un agriturismo), «alcune residenti incaricarono l’associazione Aducons di Lucca di tutelare i loro diritti e, assistiti dagli avvocati Leonardo Dell’Innocenti e Stefano Dalle Mura, decisero di intraprendere un tentativo di conciliazione con Geal e il Comune presso un organismo abilitato dal ministero di Giustizia.

Il tentativo di conciliazione venne fatto perché gli abitanti di Tramonte, viene spiegato, volevano risolvere il problema una volta per tutte: la sospensione dell’acqua è purtroppo una costante quasi di tutte le estati a Tramonte.

Ma il problema è che la conciliazione non è mai andata a buon fine. «Sono stati effettuati tre incontri - spiega Chiarotti -. In occasione del primo Geal comunicò tramite fax che la responsabilità dei disservizi era del Comune che non aveva pagato il servizio delle autobotti alla società (partecipata dallo stesso Comune, ndr). A seguito di questo incontro decidemmo di estendere il contraddittorio al Comune. Al secondo incontro, quest’ultimo chiese un rinvio per poter mettere il moto la propria assicurazione. Al terzo incontro nessuno si è presentato: né un rappresentante di Geal, né del Comune, né della compagnia assicurativa del Comune. A questo punto - conclude - non vediamo altra soluzione che presentare una denuncia per interruzione di pubblico servizio».

«Per noi la vicenda è finita - dice Paolo Saccani, ad di Geal -. A fronte della carenza di acqua, effettuammo la fornitura sostitutiva con l’autobotte. Chiedemmo al sindaco l’ordinanza relativa al fatto che l’acqua non poteva essere destinata a usi potabili, ma avrebbe potuto se fosse stata bollita. Gli abitanti di Tramonte ci hanno proposto un tentativo di conciliazione. Ma io ho spiegato che non c’era niente da conciliare. Abbiamo proposto uno sconto del 50% per i venti giorni di disagi. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo. Invece ci è stato chiesto un risarcimento danni. Ma più di così noi non siamo disposti a fare. Ci siamo comportati in maniera chiara e trasparente. E nessuno ci obbliga a partecipare al tavolo di conciliazione se da conciliare non c’è niente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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