Sicurezza
Richiesta danni per oltre un milione di euro
Non fu realizzato l’impianto di bitume, chiamati in causa il Comune di Altopascio e la Provincia
ALTOPASCIO
Una richiesta danni per 1 milione e 100mila euro.
A chiedere l’ingente somma di denato al comune di Altopascio e all’amministrazione provinciale è stato in questi giorni l'ex titolare di terreni a Spianate, in località Luini, dove sarebbe dovuto sorgere un impianto di bitume.
La vicenda risale al 1995.
Si tratta di un caso che mobilitò l'opinione pubblica con la nascita di un comitato che trovo' l'appoggio dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Maurizio Marchetti. I cittadini si opponevo all’arrivo dell’impianto e la giunta dicentrodestra si schierò immediatamente dalla parte dei residenti, i quali sostenevano di temere un notevole peggioramento della qualità della vita.
La richiesta danni è stata quantificata in 1,1 milioni di euro e riguarda in solido sia il municipio che Palazzo Ducale, ognuna per le sue competenze.
La richiesta dei danni è basata sul fatto che erano stati comprati i macchinari necessari per l'attività , «peraltro prima di avere qualunque autorizzazione» afferma il Comune.
Alla Provincia viene imputato il diniego all'autorizzazione per gli scarichi nell'atmosfera.
Il comune di Altopascio scongiurò l'installazione di questo impianto inserendo, con una variante alle norme tecniche di attuazione, il divieto di insediamento nei centri urbani o in loro prossimità di aziende insalubri di prima classe.
La norma fu derogata successivamente permettendo solo la sostituzione di aziende di questo tipo, sulla base del regio decreto del 1934.
Il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti è tranquillo : «Non ci facciamo spaventare da queste richieste, anche perché i terreni sono stati comunque valorizzati dal proprietario, vendendoli a una azienda che svolge un 'attività compatibile con l'ambiente. Non ci fossimo opposti sarebbe stato realizzato un impianto che bruciava catrame, tra l'altro senza ricaduta occupazionale per il territorio. Sono sereno perché continuo a essere convinto di avere operato per la salute dei cittadini».
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