Il Tirreno

Lucca

Precipitano con l’auto per 140 metri

Precipitano con l’auto per 140 metri

Terribile volo nella notte a Foce del Giovo. Sulla Bmw tre uomini, due sono sbalzati fuori dall’abitacolo: feriti lievi

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di Barbara Antoni

e Luca Meconi

BAGNI DI LUCCA

Ore 22,29: la richiesta di soccorso arriva dal telefonino dell’unico passeggero della Bmw X3 rimasto nell’abitacolo dell’auto dopo un volo di 140 metri e l’atterraggio su una faggeta. Lui, grazie alla cintura di sicurezza che lo tiene ben saldo al posto di guida, non si è mosso un millimetro, e soprattutto è vivo e vegeto. Ma dalla sua auto mancano all’appello i due amici con cui era arrivato su quella strada ghiacciata, a 1.700 metri di altezza, vicino all’orrido di Botri, in un punto del territorio al crocevia tra Bagni di Lucca, Coreglia e l’appennino emiliano di Foce al Giovo (Modena).

I due amici non avevano la cintura di sicurezza e per l’urto, il volo e l’impatto con rocce e vegetazione sono stati sbalzati via dall’abitacolo. Chissà dove si trovano e in quali condizioni versano, in quel buio fitto in cima alla montagna.

Con quella telefonata, il giovane conducente della X3 salva la vita sua e dei suoi due amici, perché - immediatamente - arrivano due squadre del soccorso alpino con tanto di medici e dotati di tutti gli strumenti per scovare le persone che cadono dai dirupi.

Le operazioni vanno avanti per ore, finché tutti e tre i giovani occupanti dell’auto (in età, rispettivamente, di ventotto, trenta e quarantaquattro anni, tutti provenienti da San Miniato, in provincia di Pisa) vengono ripescati. Sono in situazione di ipotermia, provati dal freddo, dai dolori per i traumi conseguenti alla caduta. Sono tutti e tre malconci ma salvi.

Intanto sul posto sono arrivate auto con trazione integrale della Croce Rossa Italiana, ambulanze dai territori comunali di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano.

I tre amici vengono trasportati in tutta fretta al pronto soccorso dell’ospedale Campo di Marte a Lucca. Ma le operazioni, per quanto compiute con la massima professionalità e solerzia, hanno richiesto ore. Al pronto soccorso i tre occupanti della Bmw caduta nel dirupo, che - stando a una prima ricostruzione dei fatti - vi sarebbe scivolata per via della strada ghiacciata, arrivano che sono le cinque di ieri mattina.

Per loro si mobilita il pronto soccorso lucchese al completo. La situazione di ipotermia fa apparire, sul momento, le loro condizioni più gravi di quelle che poi, per fortuna, realmente si rivelano. Due giungono in codice giallo, uno in codice rosso. Dei due meno gravi, uno (il conducente della Bmw) viene dimesso dopo alcune ore di osservazione. Idem l’altro, ma dopo un po’ più di tempo. Invece il terzo amico, il quarantaquattrenne, che il bollettino medico ieri pomeriggio definisce politraumatizzato ma stabile, in sostanza non in periodo di vita, a scopo prudenziale rimane ricoverato nel reparto di rianimazione del Campo di Marte.

Una storia che ha dell’incredibile, e che incredibilmente ha anche un testimone: la signora Anna Maria Togneri, che abita poco prima del bivio per l’Orrido.

Non è la prima volta che le auto raggiungono questa zona per andare all’Abetone, come racconta la signora Anna Maria. «E’ necessario - afferma - che sia messo un cartello con la scritta che da qui non si va all’Abetone. Ieri notte ho sentito arrivare quattro ambulanze: la prima alle 23.30, poi un’altra a mezzanotte e mezzo e successivamente altre due. Subito mi sono allarmata perché pensavo fosse successo qualcosa di grave a qualcuno dei miei vicini e invece stamani (ieri per chi legge, ndr) ho scoperto che c’era stato un incidente: un’auto diretta all’Abetone è andata fuori strada Non è la prima volta che capita che i turisti sbaglino strada e la colpa è del navigatore satellitare che indica questa strada. La domenica in particolare è pieno di auto che arrivano qui proprio per questo errore. Ma non è così perché da Foce al Giovo la Val di Luce non si raggiunge in macchina». U

Una volta raggiunto il passo a Giovo - continua Anna Maria - non è possibile andare oltre perché la strada è sconnessa ed è oltretutto vietato il passaggio alle auto. Dall’altra parte del passo, infatti, c’è il Parco del Frignano che il Comune di Fiumalbo (provincia di Modena) ha vietato alle auto. Più volte ho chiesto alla Provincia che fosse installato un cartello che dicesse proprio che passando da questa strada non si può raggiungere l’Abetone, ma ancora non ho ottenuto nessun risultato. La Provincia di Lucca – conclude la signora – deve collocare almeno due cartelli: uno in particolare, deve essere collocato alle due strade in Fegana e l’altro al bivio di Tereglio, altrimenti qui continuano ad arrivare la auto che sbagliano strada».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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