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Panem, siglato a Roma l’accordo per la cassa integrazione a 12 mesi

Panem, siglato a Roma l’accordo per la cassa integrazione a 12 mesi

ALTOPASCIO  Sottoscritto l’accordo per la cassa integrazione straordinaria a dodici mesi per i lavoratori della Panem. È andato a buon fine l’incontro al ministero del lavoro. Proseguono, invece, le...

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ALTOPASCIO

 Sottoscritto l’accordo per la cassa integrazione straordinaria a dodici mesi per i lavoratori della Panem. È andato a buon fine l’incontro al ministero del lavoro. Proseguono, invece, le trattative con il Gruppo Novelli per l’integrazione alla cassa integrazione. Azienda e sindacati si ritroveranno l’8 febbraio per riavviare il tavolo. Va avanti anche l’iniziativa per la tutela del marchio Panem-Buralli. «È una ricchezza per il territorio e una risorsa per questo stabilimento», sottolinea il segretario provinciale della Flai-Cgil Lino Giovannelli.

«Abbiamo ottenuto un primo, importante risultato, ma non è ancora finita. Il concordato è in corso, la prima udienza si terrà in marzo, ma almeno abbiamo ottenuto la cassa integrazione a dodici mesi. Crediamo ancora in un rilancio dello stabilimento di Altopascio, ci sono margini di manovra». Giovannelli e le Rsu della Panem sono tornati da Roma più speranzosi. Il presidio sotto la grande tenda montata dagli alpini rimane, ma almeno ora c’è la certezza che le trattative riprenderanno. Formalmente, la cassa integrazione interessa tutti i 210 dipendenti della Panem, i 64 di Altopascio e i 146 dello stabilimento di Muggiò, dove, però, nonostante le difficoltà non manchino, si continua a produrre (gli ammortizzatori sociali potranno essere utilizzati anche là nel caso in cui la situazione peggiori). Sarà possibile, inoltre, ricorrere alla mobilità, per favorire il ricollocamento del personale, nel caso in cui i lavoratori trovino alternative.

«L’incontro è proseguito anche dopo che i funzionari ministeriali hanno lasciato il tavolo – spiega Giovannelli – I rapporti con il Gruppo Novelli non sono ancora distesi, ma grazie alla presa di posizione delle segreterie nazionali siamo riusciti a riaprire il confronto. C’è un verbale di accordo a latere sui rapporti tra azienda e sindacati che focalizza l’attenzione sugli aspetti di natura salariale, ma anche sugli sviluppi che potranno interessare la sede di Altopascio. Un altro risultato importante, se pensiamo che solo poche settimane fa la Novelli era decisa a chiudere. Proprio per continuare a discutere di queste problematiche, abbiamo deciso di rincontrarci a Roma, l’8 febbraio, per dare vita ad un nuovo tavolo di trattative. La prima richiesta riguarderà l’integrazione alla cassa integrazione. Per il resto – conclude Giovannelli – siamo disposti ad analizzare qualsiasi genere di soluzione. Naturalmente, non accetteremo niente a scatola chiusa». La soluzione migliore, a detta dei sindacati, sarebbe una ripresa delle attività ad Altopascio da parte del Gruppo Novelli. Molto più semplice ed immediata come soluzione, rispetto all’entrata in gioco di un altro gruppo.

Ariannna Bottari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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