Detenuto sale sul tetto e lancia tegole agli agenti
Extracomunitario minaccia di tagliarsi le vene se non viene rimesso in libertà Dopo ore di trattative grazie alla polizia penitenziaria scende e torna in cella
LUCCA
Riesce a salire non si sa come sul tetto del settore matricola del carcere San Giorgio e da lì inizia un fitto lancio di tegole che finiscono addosso agli agenti della polizia penitenziaria che cercano di bloccarlo da sotto. Sono momenti difficili per i poliziotti che tuttavia riescono a mantenere la freddezza e la lucidità necessaria.
Accade ieri mattina alle 10 proprio mentre alla porta del penitenziario ci sono due consiglieri regionali dell’Italia dei Valori: Rudy Russi e Lara Cerini. Conoscono la difficile situazione del carcere e sono venuti a rendersi conto di persona dello stato dei luoghi e della carenza del personale. Logicamente non li fanno entrare. Almeno sino a quando la situazione non torna alla normalità. Protagonista del nuovo grave episodio nel carcere di San Giorgio un detenuto extracomunitario. Vuol parlare con il direttore e minaccia di tagliarsi le vene. Il motivo?Sembra la mancata liberazione anticipata che gli era stata promessa. Verso mezzogiorno la situazione torna alla normalità. E dopo trattative concitate il detenuto riceve le assicurazioni che cercava e scende dal tettino per tornare in cella.
Sull’episodio intervengono gli agenti di polizia penitenziaria del Sappe. «Soltanto grazie all’intervento e alla professionalità dei colleghi si è scongiurato il peggio.- dicono in una nota i sindacalisti della polizia penitenziaria - Il detenuto ha persino minacciato di tagliarsi le vene. E soltanto dopo una lunga trattativa è sceso dal tetto». Il Sappe sottolinea le criticità esistenti nella struttura di Lucca, denunciate in più occasioni - per ultime le recenti aggressioni agli agenti - e la richiesta di trasferire i detenuti più facinorosi che non riescono a gestire per l’inadeguatezza della struttura e per il sovraffollamento dei detenuti.
Luca Tronchetti
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