Attenzione
Una stangata sui treni dei pendolari
Più 20% sui biglietti del traffico regionale dal primo febbraio. Da luglio possibili ritocchi agli abbonamenti
di Barbara Antoni
LUCCA
Meno tre. Passati tre giorni, giunti quindi a fine mese, decadranno le tariffe attuali delle corse singole dei treni regionali e, dal primo febbraio, entrerà in vigore l’aumento.
Le corse costeranno il venti per cento in più su tutto il territorio toscano. Significa che, come si evince dalla tabella a fianco, che per andare da Barga a Lucca (o viceversa) si spenderanno 3,70 euro (sola andata) invece dei 3,10 attuali. Oppure che per andare da Lucca a Pisa o da Lucca a Viareggio invece di due euro e cinquanta se ne spenderanno tre per ciascun viaggio.
E potrebbe essere solo la prima parte della stangata. Dopo la prima metà dell’anno, quindi da luglio in poi, nel mirino potranno esserci gli abbonamenti ferroviari. In questo caso, l’aumento scatterà in base al reddito: infatti, per fare l’abbonamento, verrà richiesta la certificazione Isee, come per l’esenzione dal ticket sulle prestazioni sanitarie o il pagamento dei servizi comunali a tariffa (mensa scolastica, trasporto scolastico, eccetera).
L’aumento è previsto solo per quanto riguarda le corse dei treni regionali; non riguarda invece convogli intercity o treni dell’alta velocità.
Il motivo è a monte. Nasce da una suddivisione di competenze in materia di trasporto pubblico. Mentre i treni a lunga percorrenza (intercity, alta velocità, eccetera) dipendono direttamente dal ministero dei Trasporti, quelli regionali fanno capo alla Regione, ente committente nei confronti di Trenitalia di un servizio (il traffico ferroviario regionale, appunto) regolamentato, come ogni acquisto, da un contratto.
Il contratto attualmente in vigore fra Regione e Trenitalia scadrà nel 2014, ma nel frattempo - per effetto dei tagli operati dal governo Berlusconi, anche se per una parte reintegrati dall’esecutivo Monti - solo alla Toscana sono venuti a mancare 40milioni di trasferimenti per il trasporto ferroviario (il costo completo del servizio ferroviario si ottiene sommando a questa cifra le entrate da tariffa e i fondi regionali), 400 milioni invece a livello nazionale. Per compensare lo squilibrio la Regione ha deciso di aumentare del venti per cento le corse dal primo febbraio (un comportamento pressoché in linea con altre regioni, anche se ciascuna ha deciso in autonomia: in Liguria, ad esempio, le corse aumenteranno del 25%, mentre in Emilia Romagna del 10% adesso e di un ulteriore 10% in un secondo scaglione).
Quanto invece all’aumento del costo dell’abbonamento, la Regione si riserva di rivedere quelli che saranno i bilanci a metà anno e se nel frattempo il governo centrale integrerà almeno in parte i fondi tagliati per il 2012. Per cui questo tipo di aumento, a questo punto dell’anno, viene ritenuto dal governo regionale «eventuale» piuttosto che sicuro.
A fronte della cattiva notizia degli aumenti, una buona notizia c’è: il fatto che, nonostante i tagli finanziari, col nuovo anno non sono state tagliate le corse della rete regionale.
Secondo i dati forniti direttamente da Trenitalia, per quanto riguarda le tratte prese in esame nella tabella, non risultano diminuzioni di corse. Anzi, per quanto riguarda la tratta fra Lucca e Pisa, rispetto al 2011 è stata aggiunta una corsa, quella delle 17,36 da Pisa, per favorire il rientro a Lucca (previsto alle 18,03) degli studenti universitari.
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