Sicurezza
L’Imu sui terreni agricoli fa paura: «Così chiudiamo»
LUCCA La Cia, Confederazione italiana agricoltori, ha fatto delle stime per capire quanto la nuova tassazione dell’Imu influirà sulla vita delle aziende agricole. Ed ecco i risultati. Un'azienda di...
LUCCA
La Cia, Confederazione italiana agricoltori, ha fatto delle stime per capire quanto la nuova tassazione dell’Imu influirà sulla vita delle aziende agricole. Ed ecco i risultati. Un'azienda di medie dimensioni, tipica del nostro territorio, caratterizzata da oliveto, vigneto e una struttura agrituristica passerà da 40-50 euro di Ici e Irpef a un migliaio di euro di Imu. Una piccola azienda floricola, grande circa un ettaro, invece, pagherà 2mila 600 euro all'anno, a fronte dei 37 di oggi. Arriverà a pagare 10mila 800 euro l'anno un'azienda agricola più grande, mentre l'anno scorso aveva pagato 1500 euro per Ici e Irpef.
E per la Cia si tratta di aumenti che rischiano di mettere in ginocchio un comparto strategico per l'economia locale, come quello dell'agricoltura. «Si tratta di stime 'ottimistiche – spiega il presidente provinciale della Cia, Gianpiero Tartagni – poiché fatte sulla situazione attuale, senza tenere conto del fatto che entro il 30 novembre di quest'anno sarà necessario procedere all'accatastamento degli annessi agricoli, cosa che comporterà un ulteriore aggravio di costi per le aziende».
La Cia si è mobilitata ed ha effettuato nei giorni scorsi una serie di assemblee territoriali, al fine di capire la portata del provvedimento e di valutare le richieste da avanzare. La risposta è stata molto forte: sale piene e agricoltori sul piede di guerra che vogliono vedere rispettati i propri diritti. «Il mondo dell'agricoltura – prosegue Tartagni – intende fare la propria parte, come tutti gli altri settori, ma siamo di fronte a una pressione fiscale che rischia di portare al collasso il comparto». Oltre all'Imu, infatti, gli agricoltori dovranno fare i conti con gli aumenti delle accise: solo in provincia di Lucca lo scorso anno è stato pagato 1,5 milioni di euro in più rispetto all'anno precedente: un ulteriore aumento, come quello prospettato, non potrebbe essere sopportato dagli agricoltori lucchesi. «Come non bastasse – spiega il presidente Cia – il provvedimento prevede la cancellazione delle agevolazioni previdenziali per chi si affaccia a questo mondo e ha meno di 21 anni e per chi vive in zone di montagna o svantaggiate. Il ricambio generazionale e l'abbandono dei terreni montani rappresentano i problemi più difficili da risolvere per l'intero comparto».
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