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I sinti aprono le porte alla città

I sinti aprono le porte alla città

Le famiglie di via della Scogliera: «Siamo gente onesta che paga le bollette»

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LUCCA

«Ci additano come gente poco perbene, invece siamo persone e famiglie come tutte le altre. Vogliamo smontare questa opinione che molti hanno di noi: siamo disposti ad accogliere chiunque lo desideri a vedere le nostre abitazioni, a vedere come viviamo». Parla Donatella Levanovic, moglie di Artemio Balestra. Come altre sedici famiglie, la sua abita in via della Scogliera, sul terreno che, circa quaranta anni fa, il Comune destinò alle famiglie di giostrai di origine sinti che desideravano stabilire la propria vita a Lucca. Ma, come racconta Donatella, il passato non è stato facile e non lo è nemmeno il presente. Anche sulla scorta della vicenda sulle bollette d’acqua a quattro zeri che il Comune pagava per alcune utenze in via della Scogliera. Donatella racconta che «come abbiamo fatto allacciare la luce e la paghiamo, saremmo ben lieti di pagare i nostri consumi di acqua. Al momento, la maggior parte delle famiglie che abita in via della Scogliera si approvvigiona a pozzi privati, totalmente regolari. Ma per noi sarebbe anche meglio avere l’approvvigionamento dall’acquedotto. Però vorremmo che ogni famiglia avesse un suo contatore. Il Comune voleva installare un contatore unico per tutte le famiglie e non l’abbiamo accettato».

Donatella parla a nome di tutte le famiglie di via della Scogliera, che trascorrono la loro vita in case mobili su ruote e alcune case di legno (tre) costruite trenta anni fa, per le quali hanno chiesto il condono. E racconta, anche, che la maggior parte di questi cittadini lucchesi a tutti gli effetti lavora, soprattutto in cooperative di servizi. Anche la stessa Donatella («lavoro in una coop di pulizie, mio figlio in una cooperativa a Guamo»), la quale vuole in tutti i modi sfatare i luoghi comuni che si sono venuti a creare sulle famiglie sinti di Lucca. «Non è vero che viviamo nello sporcizia, le nostre sono famiglie come tutte le altre, non abbiamo mai fatto del male a nessuno. Forse tante persone ci confondono con altri gruppi che vivono in un campo vicino al cimitero. Noi ci comportiamo bene, paghiamo le bollette. E apriamo la porta a tutti coloro che vorranno venire a conoscerci».(b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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