Sicurezza
Eurosak, niente salario di gennaio
Lunedì l’assemblea dei lavoratori che decideranno quali forme di lotta attuare
PORCARI
Potrebbero scendere in piazza i dipendenti dell’Eurosak, la storica azienda di imballaggi industriali dichiarata fallita. Lunedì alle 13.30 presso lo stabilimento è convocata l’assemblea generale dei lavoratori dell’azienda organizzata dai sindacati Cgil e Csil che informeranno i lavoratori e decideranno le forme della protesta. Da un presidio dello stabilimento in via Capannori (alle porte del paese) ad un corteo fino alla proclamazione dello stato di agitazione. Le parti sociali intanto hanno chiesto urgentemente un incontro ufficiale alla Provincia e al sindaco di Porcari. Da giovedì è partita la richiesta degli ammortizzatori sociali, cassa integrazione straordinaria e mobilità. Ci vorrà almeno un mese e mezzo per l’approvazione. Lunedì settanta dipendenti su 76 torneranno al lavoro fino al 20 febbraio in gestione provvisoria, senza acquisto di materia prima, per smaltire gli ordini acquisiti. All’Eurosak l’attività proseguirà dunque per tre settimane. Ma sul futuro regna ancora grande incertezza, anche se l’azienda ha mercato e in queste ore si infittiscono le voci su una cordata di imprenditori interessaya a rilanciare l’Eurosak. I sindacati esprimono forte perplessità sulla vicenda. “I lavoratori sono sconcertati e delusi, lo sconforto si tocca con mano – dicono Paolo Pierotti (Femca-Csil) e Giovanni Rossi (Cgil) – l’aspetto assurdo è che l’azienda ha ordinativi e il personale era pagato, circa 750 euro mensili. Lo stipendio di gennaio non sarà riscosso e in questa fase ci preoccupa il tempo di attesa, anche 4-5 mesi, per la riscossione attraverso la cassa integrazione».(ni.nu.)
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