Sicurezza
Avvocati uniti contro la riforma
Sciopero il 23 febbraio: «Le nuove norme incidono sulle garanzie dei cittadini»
di Luca Tronchetti
LUCCA
La riforma Monti alla stregua del ritorno dell’Azzeccagarbugli dei Promessi Sposi con i cittadini stritolati nella morsa della giustizia o costretti a rinunciare a far valere i loro diritti contro i potenti di turno. L’Ordine forense, le Camere Penali e le altre associazioni degli avvocati unite nell’osteggiare riforme che creano dequalificazione, concorrenza al ribasso, competenza generalista e dipendenza e obbedienza rispetto ai clienti forti. L’aula dibattimentale in cui si tengono solitamente le udienze gup si è trasformata nel luogo della protesta delle toghe lucchesi. Preoccupati per la creazione di nuove società di capitale - delle quali gli avvocati potranno essere meri soci di minoranza - in cui si muovano legali senza tutela, obbedienti e ossequiosi nei confronti di chi li ha assunti e non in grado di fornire garanzie adeguate neanche ai loro clienti. Parla per oltre mezz’ora il presidente della sezione lucchese dell’Ordine, avvocato Romano Zipolini, alternando vicende nazionali con dati locali e dando appuntamento agli associati per il 23 febbraio, data dell’astensione nazionale. «Ma a Lucca - dice - probabili altre azioni di protesta». Gli avvocati a Lucca sono 1128 (607 uomini e 521 donne). Segno che il fenomeno della liberalizzazione non è necessario in Italia dove gli avvocati sono in numero superiore a qualsiasi altro paese Europeo.
Sedi Soppresse. L’abolizione delle sedi dei giudici di pace di Viareggio, Pietrasanta, Borgo a Mozzano e Castelnuovo e la loro concentrazione su Lucca desta sconcerto e preoccupazione. «Un’idea miope con il paradosso che un cittadino diCastelnuovo dovrà spendere più di benzina rispetto all’importo della causa. Non siamo contrari alla razionalizzazione, ma queste scelte insensate sono a discapito della gente. Oltretutto non ci sono neanche i locali per concentrare le sedi dei giudici di pace e devono spiegarci il criterio dell’economicità visto che probabilmente saranno i comuni, quindi tutti noi cittadini, ad accollarsi gli oneri e i costi sociali. La Giustizia diventerà una variabile dipendente rispetto al censo».
Fallimento della mediazione. Le recenti riforme hanno aumentato i costi di accesso alla giustizia senza vantaggi per la organizzazione giudiziaria. Un flop totale. «Prendiamo la mediazione obbligatoria imposta ai cittadini prima ancora che all’avvocatura. Un fallimento completo e un devastante spreco di risorse che andavano impiegate nell’assunzione di personale qualificato di cui i tribunali sono assolutamente carenti considerando che dal 1993 non si fanno più concorsi per cancellieri e segretari di cancelleria. Un esempio concreto? Nei prossimi giorni avrò una causa di divisione. Grazie alla mediazione obbligatoria il mio cliente pagherà 1900 euro per sentirsi dire che la controparte non accetta e quindi la causa dovrà essere messa a ruolo. E il Governo vuol addirittura estendere la mediazione obbligatoria alle controversie stradali e condominiali con il chiaro intento di demandare progressivamente ai privati e non ai giudici, terzi e imparziali, la decisione sul contenuto dei diritti».
Economia e Diritto. Per gli avvocati di Lucca -che tramite l’Ordine hanno speso 30mila euro nel 2011 per supplire alle carenze dello stato acquistanto scanner, computer, carta, mobili e suppellettili - Monti mente quando sostiene che è l’Europa a volere certe norme. «E’ l’esatto contrario. Ed è sintomatico che il destinatario del richiamo dei massimi organismi internazionali che rappresentano milioni di avvocati in Europa sia il Fondo Monetario Internazionale vista la crisi della rappresentanza politica. Le norme del Governo incidono su garanzie fondamentali dei cittadini».
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