Gioco
Turismo verde, strutture in crescita ma fatturato in calo
Gli operatori non sono soddisfatti, anzi vedono nero Alcune attività non lavorano più nei mesi invernali
di Arianna Bottari
CAPANNORI
Cresce il settore turistico, aumenta il numero delle strutture, ma cala il giro d’affari. Non cambia il trend negativo che si registra da circa quattro anni a questa parte. In crescita, secondo i dati del Comune, soprattutto il settore extralberghiero, con strutture di qualità. Stabile, invece, il settore alberghiero. Ma gli operatori dicono: «Meno presenze e lunghi periodi senza turisti, che sono soprattutto stranieri. E il futuro non si prospetta roseo».
A Capannori ha sede il 10% delle strutture extralberghiere della provincia, 72 su 722. Di queste, 25 sono agriturismi, 9 case per ferie, 36 alloggi privati in affitto e una residenza storica. Sono solo alcuni dei dati relativi alla ricettività turistica sul territorio capannorese (al 31 dicembre 2010) inseriti nelle statistiche economiche dell’ente. Rimane stabile, invece, il numero degli alberghi, in tutto quattro e tutti collocati nella zona nord. La maggior parte delle strutture extralberghiere si trovano nella zona nord (46), rispetto alla zona centrale (8) e alla zona sud (18). Nove agriturismi capannoresi hanno ricevuto due spighe, otto sono a tre spighe e altri otto a una spiga. «Il nostro è un territorio a forte vocazione turistica – sostiene l’assessore al turismo, Maurizio Vellutini –, sia per la presenza di strutture come le ville monumentali, che per la spettacolarità dei paesaggi, specie collinari». A confermare la vocazione turistica di Capannori sono i numeri relativi al movimento turistico nel Comune negli ultimi 10 anni, dal 2001 al 2010 con un trend in crescita sia per arrivi che presenze. Nel 2010 gli arrivi sono stati 21.986 e le presenze 76.123 mentre nel 2001 gli arrivi erano 21.209 e le presenze 60.810. Eppure, gli operatori del settore denunciano un deciso calo d’attività. «È dal 2009 che gli affari sono in calo» dice il signor Tartagni, dell’agriturismo Colle Verde di Matraia, uno dei primi ad aprire nel Capannorese, circa 20 anni fa. «La ripresa non si vede. Lavoriamo solo nei tre mesi estivi ed un po’ a settembre, niente a che vedere con quello che accadeva prima del 2009. Certo, l’aumento del numero delle attività del genere contribuisce a rendere la torta meno grande per tutti, ma di sicuro sono diminuiti anche i turisti». Così anche i gestori dell’agriturismo Ai Colli, di Valgiano. «Noi lavoriamo solo con gli stranieri, soprattutto americani e inglesi, ma il calo si è visto. In media, lavoriamo tra cinque e sei settimane in meno rispetto a cinque anni fa». L’agriturismo Alle Camelie, a Sant’Andrea di Compito, in inverno non lavora più. «La gente non viene in campagna in inverno, preferiscono gli affittacamere o i B&B vicini a Lucca. Nella bella stagione, gli affari riprendono – spiega Augusto Orsi – ma la contrazione è netta e le previsioni non sono rosee».
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