Sicurezza
Treni in sciopero fino a stasera alle 21
Ecco le corse garantite da Trenitalia nell’area tra Lucca, Mediavalle e Garfagnana
LUCCA. In questa settimana, con le difficoltà a reperire benzina e gasolio, i treni hanno visto accrescere i viaggiatori. Ma oggi sarà un venerdì nero per i pendolari: anche i treni sono a forte rischio di circolazione. Il motivo è lo sciopero indetto dai sindacati di base per le proposte del governo Monti sulla liberalizzazione del trasporto ferroviario. Lo sciopero è iniziato ieri sera alle 21 e durerà 24 ore. Trenitalia garantisce la circolazione soltanto di alcuni treni passeggeri e solo in alcune fasce orarie, precisamente dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 20. In rivolta sono i sindacati di base come Orsa e Fast, che tra gli iscritti hanno molti conducenti del treno.
Trenitalia garantisce il transito solo dei seguenti treni.
Linea Firenze - Pistoia – Lucca e diramazione per Viareggio: partenza da Firenze Santa Maria Novella alle 7.10 e 8,10, sosta a Lucca alle 8.30 e alle 9,30 e proseguimento per Viareggio alle ore 8.49 e alle 9,49.
Difficoltà invece per chi la mattina deve raggiungere la Garfagnana: l’unica soluzione garantita è partire da Lucca alle 6,53 con arrivo a Piazza al Serchio. Non garantito il treno che da Piazza al Serchio prosegue per Minucciano e Aulla che parte dal capoluogo alle 8,25: raggiungerà la destinazione con oltre un’ora di ritardo rispetto al termine della fascia “con garanzia”.
Chi dalla Garfagnana scende verso Lucca è più “fortunato”, potendo partire da Piazza al Serchio alle 6,12 e arrivare a Pisa alle 8,10 con possibilità di scendere a Lucca alle 7,35. Tornare la sera a Piazza al Serchio è possibile con il treno delle 18,12 da Lucca e con il treno che parte da Pisa alle 18,50 e arriva a Lucca alle 19,17.
Quali le motivazioni che inducono i sindacati di base a scioperare? La paura dei lavoratori del settore è quella di una «liberalizzazione selvaggia» che consentirebbe a più aziende di organizzare la circolazione dei treni, assumendo lavoratori con modalità diverse dal contratto collettivo nazionale di lavoro del trasporto ferroviario. La conseguenza sarebbe quella di contratti “al ribasso”, con minor tutela dei diritti, dell’orario di lavoro e con rischi alla sicurezza, in cui le aziende private speculano sul lavoro per fare profitti senza interessarsi del trasporto pubblico locale e del servizio pendolare regionale, che resterebbe a carico di Trenitalia e quindi della collettività, tramite contratti stipulati da province e regioni. Il rischio, si legge nelle note sindacali, è di «non garantire clausole sociali e creare un forte squilibrio occupazione e una concorrenza non fondata sulla qualità del prodotto e del servizio ma solo sull’abbattimento dei salari e dei diritti, favorendo le imprese e le lobby privati a scapito del trasporto pubblico». Sulla questione del contratto di lavoro, Cgil, Cisl e Uil attueranno diverse manifestazioni di dissenso e proposte di soluzione al ministero dei Trasporti, ma non aderiscono allo sciopero.
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