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Riaperte le fontane e l’acqua è davvero doc

Riaperte le fontane e l’acqua è davvero doc

Intervento di manutenzione straordinaria per le cannelle del Nottolini amate dai lucchesi

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LUOGO

Riaperte, dopo due giorni di lavori, le fontane del Nottolini. La chiusura ha interessato tutte le 20 fonti pubbliche alimentate dallo storico acquedotto, due delle quali situate in territorio capannorese.

In particolare l’intervento della Geal, gestore del servizio idrico integrato, è consistito nella ripulitura del serbatoio da sedimenti inorganici, tipo sabbia e limo.

«Un lavoro programmato – informa Paolo Saccani, amministratore delegato della società – che non sarà necessario ripetere a breve tempo e quindi non ci saranno altre chiusure delle fontane, se non in caso di forte siccità. A parte interventi di manutenzione come in questi giorni, infatti, l’ultima volta che è stata sospesa l’erogazione risale all’estate 2003, lunghissima e caldissima, quando fummo costretti a chiudere i rubinetti di alcune fonti».

Per controllare e garantire la disinfezione dell’acqua che sgorga dalle fontane pubbliche, la Geal agisce quotidianamente senza bisogno di sospendere il flusso a disposizione dei cittadini che peraltro mostrano di gradire la qualità dell’acqua tanto che quotidianamente si recano con bottiglie e damigiane per approvvigionarsene a uso casalingo.

«Grazie a un impianto che utilizza i raggi ultravioletti e non usa sostanze chimiche – spiega Saccani –, l’acqua del Nottolini è controllata 24 ore su 24 e mantiene inalterate le sue qualità. Il sistema viene utilizzato soltanto per questo acquedotto, in ragione del suo alto pregio, ma non per gli altri che alimentano la città e sono gestiti da Geal. La disinfezione, in quel caso, avviene tramite immissione di ipoclorito di sodio».

Ed è questa una delle ragioni per cui l’acqua che dei rubinetti delle case, in alcuni momenti e in alcune zone, può avere il sapore di cloro. Il servizio assicurato da Geal sulle fontane del Nottolini, inoltre, non grava in alcun modo sui cittadini né sulle tasche del Comune. Quello che il cittadino paga in bolletta è infatti il consumo dell’acqua nelle case, unito alla quota per la fognature. Non esiste, quindi, un contatore che misuri quanta acqua viene consumata alle fontane pubbliche. «Ma – precisa Sacconi – pur senza dati, posso affermare che in dieci anni che sono qui ho visto sempre un grande apprezzamento dei lucchesi. E non ci sono timori di siccità, se non in casi eccezionali come l’estate del 2003. La portata, infatti, si mantiene elevata sia d’inverno che d’estate, variando da 10 litri al secondo a 1,3».

D’altra parte l’ottima qualità di quest’acqua - che arriva da 12 sorgenti situate ai piedi dei Monti Pisani – è riconosciuta da sempre. Oligominerale e povera di sale, la sua fama si deve in particolare alla leggerezza. E, anche se ce n’è in abbondanza, è sempre bene non sprecarla. «Laddove le fontane hanno i rubinetti – suggerisce Saccani – è buona abitudine chiuderli, una volta fatto il rifornimento. Negli altri casi l’acqua è lasciata scorrere per motivi architettonici e artistici. Voglio ricordare, tuttavia, che non si tratta di uno spreco in termini economici perché l’acqua va a finire nella rete delle acque chiare e irriga il terreno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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