Il dolore
Rifornimenti in crisi e i blocchi vanno avanti
Piano di emergenza della prefettura per far viaggiare i mezzi di soccorso Davanti al casello momenti di tensione per un camion che passa lo stesso
di Domenico Tani
LUCCA
Due cisterne di carburante da Calenzano sono arrivate a Lucca riuscendo a rifornire ben sei stazioni di carburante Ip. È stata la novità in positivo di una giornata in cui gli effetti dello sciopero dei “Forconi” hanno messo in difficoltà cittadini e aziende. Il rifornimento è stata una piccola boccata di ossigeno per gli automobilisti che dal primo mattino hanno trovato gran parte dei distributori con esposto il cartello “chiuso per mancanza di carburante” e così hanno affollato i pochi ancora aperti.
Niente benzina al mattino. Intorno a mezzogiorno le scorte di carburante si sono assottigliate e le pompe aperte erano rare. Sul fronte della protesta i camionisti in sciopero hanno continuato a presidiare l’uscita del casello di Altopascio e quello di Capannori coordinandosi con i colleghi che bloccano altre zone.
La protesta. Una rete di blocchi stradali e picchettaggi che hanno costretto molti autotrasportatori lucchesi a non lavorare, mentre la paura di restare a secco ha spinto molti automobilisti a girare da un distributore all’altro. Ma nonostante il freddo, decine di camionisti hanno continuato per tutta la notte a presidiare l’uscita del casello di Altopascio riscaldandosi ad un fuoco acceso al lato della strada pronti a balzare in mezzo alla strada per invitare a fermarsi i pochi camionisti in transito.
La tensione. C’è stato anche un brivido di paura quando i manifestanti hanno invitato a fermarsi l’autista di un Tir. Il grosso mezzo prima ha rallentato, poi ha deciso di passare superando il blocco. Una manovra azzardata che fortunatamente non ha avuto conseguenze. Intanto un presidio si è formato di fronte ai cancelli dell’Ondulati Giusti, per non far uscire camion carichi di materiale da consegnare alle aziende.
I rappresentanti del cosiddetto movimento dei forconi hanno più volte detto che sono intenzionati a portare avanti la loro protesta mantenendo il blocco fino a domani e che, in assenza di trattative, si andrà avanti ad oltranza. Gli scioperanti, pur provati da giorni di protesta, sono confortati dal fatto che i blocchi stradali e di fronte alle fabbriche sta ottenendo il successo sperato. Dalla raffineria di Livorno, fanno sapere che non escono cisterne con i rifornimenti per le stazioni di carburante e sono sempre più appunto i distributori che chiudono per mancanza di carburante.
Disagi ai supermarket. Dall’ufficio stampa della Esselunga di Firenze fanno sapere che lo sciopero dei camionisti ha fatto registrare nella giornata di ieri un calo del 15-20% della merce fresca, perché molti camion provenienti dal sud Italia con agrumi e primizie di verdure non sono arrivati ai mercati generali. Difficoltà anche per alcune qualità di latticini tra cui le mozzarelle provenienti dalla Campania. Non ci sono stati problemi per tutta l’altra merce perché i magazzini sono in grado di rifornire i vari punti vendita.
Alcune difficoltà si sono verificate in altri supermercati, ma al momento tutti fanno sapere che non ci sono grossi problemi.
Trasporti. Le aziende Clap e Vaibus fanno sapere che non ci sono ancora problemi per il rifornimento dei mezzi pubblici. «In previsione dello sciopero - dicono - abbiamo riempito le nostre cisterne, ma se dovesse andare avanti potrebbero esserci problemi di approvvigionamento».
Piano d’emergenza. Intanto ieri il Prefetto ha convocato Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna insieme alle forze dell’ordine perun piano di emergenza per rifornire i mezzi di soccorso e di servizio. Individuati i distributori che dovranno tenere una scorta di carburante a disposizione delle emergenze. Nel caso la situazione dovesse farsi più critica alcune ditte con autocisterne che verranno inviate alle raffinerie a fare rifornimento sotto scorta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
