Il dolore
Ortopedica indagata per lesioni e servizio pubblico interrotto
Sotto inchiesta finisce anche il primario del reparto L’accusa per il dirigente è di omessa denuncia
di Ilaria Bonuccelli
LUCCA
Il medico manca spesso. E quando c’è commette errori, stando almeno alle rimostranze di pazienti e familiari. Il dato non sfugge alla Procura che apre un’inchiesta sull’ortopedia di Castelnuovo Garfagnana, dietro denuncia di una donna. E manda due avvisi di garanzia: a Gerarda Caputo, il medico indicato nell’esposto, per interruzione di pubblico servizio e lesioni personale; al primario Andrea Gallacci per omessa denuncia della situazione contestata.
L’indagine è ancora in corso; gli accertamenti non sono terminati. I Nas hanno acquisito documentazione, ma non escludono nuovi sopralluoghi all’ospedale San Francesco, dove la loro presenza non è passata inosservata. L’Asl, però, sostiene di aver adottato tutte le misure che la legge prevede per gestire la situazione, compreso aver avviato due procedimenti nei confronti dell’ortopedica finita sotto inchiesta. Ma non ha ottenuto grandi risultati. Il reparto resta in fibrillazione. E la questione del (presunto) assenteismo del medico indagato non è stata risolta. Secondo le prime segnalazioni, il medico indagato avrebbe lavorato solo per un totale di pochi mesi da quando è scattata l’assunzione nel 2005. Secondo l’azienda, invece, tutte le assenze sarebbero giustificate da una patologia tale da non far scattare neppure il conteggio del periodo di comporto oltre il quale può anche essere sospeso o rescisso il contratto. La Procura sta esaminando le risposte e la documentazione fornita a sostegno di questa tesi.
Le assenze. L’indagine punta a capire se i giorni di assenza del medico siano tutti giustificati e, di fatto, coperti da certificazioni mediche. L’Asl su questo non si sbilancia Anzi. Rifiuta di fornire il dato esatto dei giorni lavorati dall’ortopedico, dall’assunzione a oggi. Il legale dell’azienda sostiene che il dato sia coperto da riservatezza (la privacy), nonostante il decreto Brunetta imponga a tutte le pubbliche amministrazioni l’obbligo di pubblicare sui propri siti il grado di presenza dei propri dipendenti, essendo questo un parametro in base al quale si valuta la produttività per assegnare il relativo premio.
L’unica risposta dell’Asl è che l’ortopedico giustifica da sempre la propria assenza con certificati medici che non sono mai stati messi in discussione. Un dato, però, è evidente: secondo le rilevazioni delle presenze nei vari reparti della Valle del Serchio, quello di ortopedia della Garfagnana spicca per una percentuale di assenteismo del 10%, circa 3 punti superiore alla media aziendale. Oltre, però, l’Asl non va. E affida alla magistratura il compito di indagare sulla vicenda.
Le contestazioni. Riguardano anche prestazioni sanitarie che avrebbero arrecato danni ad alcuni pazienti.
Proprio da una segnalazione di presunta malasanità nasce l’indagine della Procura che manda all’ortopedico un avviso di garanzia anche per lesioni personali. Su questo l’Asl non glissa. Ammette di aver contestato formalmente l’operato della dottoressa e di aver avviato due procedimenti nei suoi confronti. A chiarire la vicenda una volta per tutte, però, dovrà essere, anche in questo caso, la Procura.
Il primario. Per l’omessa denuncia di quello che stava avvenendo, è stato notificato un avviso di garanzia anche al primario di ortopedia che, da qualche settimana, ha in carico anche il reparto di Lucca. La sua posizione, però, dopo il primo colloquio con il magistrato, appare alla Procura alquanto defilata .
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