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Eurosak, fatale il debito con Conai

Eurosak, fatale il debito con Conai

Otto milioni non pagati come tributo sullo smaltimento dei rifiuti d’imballaggio

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PORCARI

Il mancato pagamento di un debito stimato - interessi compresi - in 8 milioni ha fatto saltare l’accordo per il concordato preventivo portando al fallimento l’Eurosak di Porcari. Come anticipato nell’edizione di ieri de Il Tirreno è stato il Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai) in base all’articolo 180 della legge fallimentare ad opporsi all’ipotesi concordataria in quanto inserito come creditore chirografario a cui l’Eurosak garantiva il 12% del credito anzichè come creditore privilegiato (garanzia pari al 97%). Conai ha dimostrato di essere concessionario del servizio pubblico per la raccolta differenziata di rifiuti d’imballaggio. In sostanza per il servizio di smaltimento riceve una sorta di tributo indiretto. Contributo ambientale che, stando alla sentenza dei giudici del tribunale (Giulio Giuntoli, Giacomo Lucente e Enrico Mengoni), Eurosak non pagava dal luglio 2001. E che riscuoteva dai clienti utilizzandolo, invece di pagare Conai, come fonte di finanziamento. Un’attività di concorrenza sleale nei confronti di quelle aziende del settore che hanno regolarmente versato il tributo. Il debito è stato stimato in 6 milioni e 942mila euro più un milione e 47mila euro di interessi maturati per circa 10 anni. Sulla questione l’Eurosak ha pendenti tre controversie al tribunale di Roma. Il necessario controllo di merito del tribunale sulla fattibilità del piano alla luce del debito emerso e della specificità del creditore ha impedito di dare l’okay all’omologa e quindi giocoforza la declaratoria fallimentare è stata inevitabile. Con ripercussioni per l’occupazione (gli attuali 50 dipendenti, nel 2011 erano 85, rischiano il posto). La situazione dell’Eurosak è grave e lo stesso curatore fallimentare, Paola Del Prete, nella sua relazione aziendale nei primi mesi del 2011 ha registrato un deficit di 850mila euro oltre all’assenza di garanzie sulle dismissioni immobiliari.

Luca Tronchetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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