Il Tirreno

Lucca

Cavani, okay dei giudici al concordato preventivo

Ma il tribunale fallimentare riduce al 10% l’indennizzo ai creditori chirografari Nominato il commissario giudiziale, assemblea dei creditori fissata a maggio

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di Luca Tronchetti

COREGLIA ANTELMINELLI

Tirano un sospiro di sollievo i 70 dipendenti della Cavani Comoter, per 40 anni leader del settore edile, movimento terra e costruzioni. Il tribunale fallimentare ha dato l’okay alla proposta di concordato preventivo nominando come commissario giudiziale il commercialista Riccardo Sarti di Viareggio e fissando il 24 maggio l’assemblea dei creditori.

Il tribunale però ha modificato la proposta di concordato che prevede il pagamento integrale delle somme dovute ai creditori privilegiati (8 milioni e 810mila euro) e l’indennizzo del 64,93% (pari a 14 milioni e 850mila euro) dovuti ai creditori chirografari. Proprio su questo secondo punto i giudici hanno imposto una drastica riduzione. Dall’irrealistico 64,93% ad una percentuale non inferiore al 10% che pare più consona alla complessa situazione aziendale. Per far fronte al debito la Cavani Comoter prevede di introitare denaro attraverso la vendita di immobili, terreni, impianti e macchinari. A garanzia dell’operazione Corrado Cavani, legale rappresentante pro tempore, mette a disposizioni immobili per 6 milioni e crediti liquidi esegibili stimati prudenzialmente in 10 milioni. La situazione resta comunque molto delicata. Anche perchè i dipendenti dell’azienda sono in cassa integrazione da agosto e per mesi e mesi non hanno percepito un euro. La Cavani è una delle imprese edili vittime della crisi del settore immobiliare che da un lato ha ridotto i volumi di attività e dall’altro ha reso non liquidi gran parte dei patrimoni delle società immobiliari del gruppo. Le speranze erano riposte nel concordato preventivo. La battaglia è stata vinta, ma la guerra è ancora lunga.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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