Italia
La rivolta paralizzerà ancora i caselli
Sciopero passivo di alcune cooperative: i loro camion non vanno in strada a trasportare le merci
LUCCA. Le notizie che arrivano dal casello di Altopascio e Capannori, dove per tutta la giornata ci sono stati blocchi al traffico a fasi alterne, non sono rassicuranti.
Ieri sera i manifestanti hanno fatto sapere che nella notte riprenderanno i blocchi per impedire il traffico a tutti quelli che non aderiscono allo sciopero.
I sindacati di categoria degli autotrasportatori,sono rimasti spiazzati di fronte alla rivolta spontanea dei Forconi che si sono ritrovati sotto l'insegna di un sindacato di categoria semi sconosciuto.
Una lotta dettata dalla disperazione di fronte ai costi altissimi, sia del gasolio che di tutte le altre spese che affliggono la cateria.
«La situazione è in evoluzione - dice Renzo Giannetti responsabile della Cna lucchese - e non siamo in grado di monitorare in tempo reale le mosse degli scioperanti che ormai agiscono in maniera spontanea dopo il successo ottenuto dal movimento dei Forconi in Sicilia. Ci ritroveremo a Firenze per decidere sul da farsi».
Difficile quantificare quanti siano gli autotrasportatori lucchesi che stanno aderendo alla protesta, ma sicuramente il loro numero è molto alto anche perché alcune cooperative di autotrasportatori hanno deciso di astenersi dal lavoro, pur non partecipando attivamente ai blocchi stradali.
Una sorta di sciopero passivo in attesa di sviluppi.
«Abbiamo deciso di tenere i nostri 16 camion fermi - dice Giuseppe Carmignani - perché ritengo che non ci siano le condizioni per continuare a trasportare le merci. I costi eccessivi del gasolio e tutte le altre spese superano di gran lunga le entrate e quindi si lavora a rimessa.
« L'altro motivo per cui non siamo usciti è perché vogliamo tutelare la sicurezza dei nostri dipendenti, dei mezzi e delle merci che trasportiamo. La nostra scelta è stata dettata dal fatto che sono accaduti fatti spiacevoli da varie parti e noi facciamo il possibile per evitare situazioni di questo genere. La scelta è stata condivisa anche dai nostri colleghi della cooperativa Cola con oltre cento mezzi e anche da altre piccole e medie aziende di autotrasportatori».
La protesta - tiene a sottolineare l’imprenditore Giuseppe Cinquini - «nasce dall'esasperazione degli autotrasportatori costretti a lavorare a rimessa. Il prezzo del gasolio è andato alle stelle e con un litro un camion come i nostri percorre da due chilometri e quattrocento ai due chilometri e ottocento. Un costo altissimo che si va ad aggiungere ad un'altra serie di costi impossibili da sostenere».
Gli autotrasportatori fanno sapere che a Lucca sono già oltre cento le attività di autotrasportatori che hanno chiuso mettendo a casa qualche centinaio di persone.(d.t.)
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