Proteste
Due arresti per il pestaggio xenofobo
In carcere estremista di destra già condannato per un episodio legato agli ultras, nel raid bruciato il letto di un immigrato
LUCCA. Scoperti e arrestati grazie a un ritrovato senso civico e allo spirito di collaborazione di alcuni testimoni gli autori di un pestaggio razziale.
Contrariamente a quanto avveniva 6-7 anni fa - quando la paura di ritorsioni prevaleva sulla sicurezza collettiva - i carabinieri di San Concordio sono stati agevolati nelle loro indagini che hanno portato in carcere Riccardo Del Dotto, 26 anni, elettricista, residente a Camigliano e ai domiciliari Mirko Marchetti, 37 anni, disoccupato, di Matraia. Entrambi sono accusati di lesioni personali aggravate dalla discriminazione razziale.
L’identificazione. Concordi i testimoni che, anche attraverso foto segnaletiche, indicano i due arrestati come componenti del commando che nella notte tra sabato e domenica 2 ottobre picchiarono a sangue un immigrato marocchino di 51 anni fuori dal pub Ottavo Nano di via Cantore. Una violenza frutto di un odio che per la procura ha chiare matrici xenofobe.
L’aggressione. Per i carabinieri e per il sostituto procuratore Enrico Corucci - che ha diretto le indagini durate oltre 110 giorni - quella notte ad entrare in azione fu un gruppo di estremisti di destra. Le persone iniziarono prima ad insultare l’immigrato e poi lo presero a calci e pugni procurandogli lesioni alla testa e la frattura dell’orbita dell’occhio sinistro tanto da costringerlo a un delicato intervento chirurgico. Ma la caccia al “diverso” proseguì qualche ora dopo. Perchè, sempre stando agli inquirenti, gli aggressori cercarono di picchiare un altro immigrato che stava dormendo in un’ex azienda del marmo dismessa a poche decine di metri dal pub. L’extracomunitario riuscì a dileguarsi senza evitare, però, che gli dessero fuoco al giaciglio dove dormiva. I carabinieri hanno identificato anche gli altri presunti estremisti di destra che quella sera si erano incontrati in un bar-ristorante a S. Concordio per poi fare avvicinarsi al centro storico dividendosi tra il bar Celide e l’Ottavo Nano. Ma oltre a Del Dotto e Marchetti, stando agli inquirenti, nessun altro avrebbe insultato o percosso l’immigrato. Si sarebbero limitati ad osservare.Anzi qualcuno di loro avrebbe impedito ai più violenti di infierire ulteriormente sul marocchino.
La ricostruzione. E’ mezzanotte quando dalla centrale operativa arriva la richiesta a una pattuglia dei carabinieri di S. Concordio di un intervento urgente al pub l’Ottavo Nano. Fuori dal locale è stato pestato un immigrato e nella zona ci sono persone identificate come ex Bulldog. Nell’immediatezza i militari identificano Riccardo Del Dotto, 26 anni, già condannato a un anno e 2mila euro di multa per possesso di fuochi artificiali prima della partita Lucchese-Pisa del 17 ottobre 2010.
La notte dell’aggressione, nonostante la presenza dei carabinieri, il giovane continua a inveire e a insultare il marocchino ferito con frasi del tipo «Vattene al tuo paese negro di m....». Verso le 2 di notte la spedizione punitiva nella fabbrica dismessa, a pochi metri dal pub. I carabinieri intervengono di nuovo. Ma stavolta fuori dal locale c’è un testimone. E’ rimasto lì e ha visto tutto. Non conosce gli estremisti, ma attraverso le foto riconosce Del Dotto. I carabinieri poi individuano un quarantenne basso e robusto: è Mirko Marchetti. Vistosi in trappola si presenta in caserma per dire che quella notte fuori dal pub c’era anche lui. Ma non ha picchiato l’immigrato.
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