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Lotta anti-evasione, giallo sull’adesione di Lucca

Lotta anti-evasione, giallo sull’adesione di Lucca

L’Agenzia delle Entrate indica la città come unico capoluogo che non partecipa Il Comune smentisce: «Siamo nell’accordo ma non abbiamo spedito i documenti»

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di Ilaria Bonuccelli

LUCCA

Niente accordo con l’Agenzia delle Entrate per la lotta all’evasione. Lucca, unico capoluogo in Toscana, non ha ancora aderito formalmente all’alleanza anti-evasione proposta dal Fisco. Ma non è solo: in provincia su 35 comuni soltanto in 10 hanno sottoscritto nel 2011 l’accordo che sviluppa la collaborazione fra Agenzia delle Entrate ed enti locali promossa già nel 2009 da Anci Toscana, l’associazione dei comuni italiani.

Il sindaco, però, corregge l’Agenzia delle Entrate, assicurando che l’adesione alla lotta anti-evasione c’è, pur dovendo ancora organizzare i gruppi interni al Comune dedicati alle verifiche sollecitate dal Fisco agli enti locali. Se l’adesione non risulta a Firenze - sottolinea Mauro Favilla - è solo perché non sono ancora arrivati i documenti di adesione. «Avevo già chiesto spiegazioni al ragioniere capo - dice Favilla - e mi è stato assicurato che noi abbiamo aderito al progetto, ma che probabilmente non risultiamo perché l’adesione non è stata formalizzata con l’invio di tutti i documenti richiesti. Comunque, abbiamo provveduto o stiamo provvedendo». Di certo, ieri all’Agenzia delle Entrate la sottoscrizione dell’accordo non era arrivata, mentre ad Anci risulta che il Comune di Lucca sia impegnato nella lotta all’evasione.

Giallo dell’adesione. «Siamo contenti - commenta l’Agenzia delle Entrate - che Lucca voglia aderire al nostro progetto. A fine 2011 ancora non lo aveva fatto, come risulta dalla mancata partecipazione dei dipendenti del Comune ai corsi di formazione tenuti per mostrare quali verifiche effettuare per individuare e segnalare al Fisco, con procedure efficaci, gli eventuali evasori. Il fatto che non abbia aderito a questa iniziativa nei mesi scorsi, comunque, non significa che non sia più in tempo». In effetti, l’alleanza anti-evasione è stata elaborata dall’Agenzia delle Entrate per semplificare le procedure e rendere più immediati i contatti coi Comuni, migliorando l’accordo stretto con Anci nel 2009, al quale Lucca aveva aderito.

Le adesioni. Nella provincia di Lucca i Comuni che aderiscono a questo progetto sono: Barga, Camaiore, Camporgiano, Coreglia, Forte dei Marmi, Massarosa, Porcari, Seravezza, Stazzema e Viareggio. In sostanza, in Versilia aderiscono tutti i comuni, meno Pietrasanta, mentre in Lucchesia sono solo 4 su 28. L’assenza di Lucca, però, salta ancora più agli occhi - sottolinea l’Agenzia delle Entrate - per la concentrazione di persone benestanti e di reddito medio. Dopo Firenze, infatti - evidenzia l’ente - Lucca è la provincia con il reddito procapite più alto della Toscana. Ma nel territorio di Firenze, ad aderire all’alleanza anti-evasione sono 35 Comuni su 44, contro i 10 su 35 della Lucchesia.

Compiti. L’Agenzia ammette che la collaborazione dei Comuni è fondamentale, per la possibilità di accesso immediato a documenti e pratiche e anche per la possibilità immediata di organizzare verifiche sul territorio nel caso in cui emergano dati discrepanti fra redditi e dichiarazioni.

Settori di controllo. Sono 5 i settori nei quali i Comuni possono effettuare controlli a supporto dell’attività del Fisco. Il primo è quello del commercio e professioni: «Gli enti locali - spiegano da Firenze - possono controllare se un’attività aperta abbia la partita Iva, se abbia affisso abusivamente cartelli pubblicitari, si si spacci per onlus pur svolgendo un’attività commerciale pura». Importante è anche la verifica nel settore urbanistica «con la rilevazione degli abusi edilizi, le verifiche su professionisti o venditori che abbiano partecipato a operazioni immobiliari o sul pagamento degli oneri». L’Agenzia presta attenzione anche alle segnalazioni sul patrimonio edilizio, con controlli sui proprietari di case, sugli usufruttuari, sulle registrazioni dei contratti di compravendita e sulla revisione di rendite catastali. Altrettanto importanti sono i controlli sulle residenze fiscali all’estero. «Ci sono persone - ammette l’Agenzia - che prendono la residenza all’estero per non pagare le tasse in Italia, ma poi risulta che risiedano nel nostro paese. I Comuni le possono individuare controllando, ad esempio, il possesso di animali, la richiesta di un permesso auto, la presenza come titolare di cariche sociali in aziende che operano in Italia o anche la sola presenza del contribuente o della famiglia sul territorio». L’occhio lungo del Comune, infine - conclude l’Agenzia delle Entrate - arriva anche sui beni indicativi della reale capacità contributiva. Fra questi, le auto di grossa cilindrata, la colf residente nella casa di famiglia, le spese sostenute per la ristrutturazione degli immobili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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