Il dolore
Controlli fiscali in arrivo per 250 autonomi
In Provincia uno su sei dichiara redditi inferiori agli studi di settore, media tra le migliori in Italia
LUCCA
Controlli in vista per 250 partite Iva della provincia. Le statistiche infatti indicano che a finire sotto accertamento è il 5% di quelle realtà che non sono allineate agli studi di settore che a Lucca sono 5.020 su 28.523. Un rapporto di uno a sei di chi dichiara ricavi o compensi inferiori a quelli presunti rischiando di finire nel mirino del fisco.
E’ quanto emerge dalle tabelle sugli studi di settore stilate dal Sole 24 Ore sui dati del Ministero del tesoro. Ma in questa speciale graduatoria Lucca sta ai vertici nazionali ed è seconda in Toscana subito a ridosso di Firenze. I risultati sono molto buoni per quanto riguarda le società di persone (14,7% i non congrui) e le persone fisiche (16,1%), più complicata invece la situazione delle società di capitali dove si sale al 27,4% comunque migliore del trend nazionale. Probabilmente pesano le maggiori rigidità contabili che rendono più difficile l’adeguamento.
Ma a incidere sonoanche altri aspetti, come il fatto che molte srl siano utilizzate per gestire patrimoni o per svolgere la funzione di holding e in questi casi, così come nelle situazioni di società inattive, adeguarsi è spesso impossibile.
Non esistono però facili letture e la mappa della congruità fiscale non indica direttamente l’evasione ma delinea le aree più sensibili: quelle dove la crisi ha colpito più duramente dei correttivi compresi negli studi e quelle in cui il fisco dovrà concentrarsi per scovare gli evasori. Conforta però è che rispetto al 2005 il grado di congruità a livello nazionale è aumentato di oltre 5 punti passando dal 75% all’80,5%. Una progressione che si riscontra anche nella nostra provincia.
Se un operatore su sei sta sotto il volume d’affari presunto dagli studi di settore qualcosa vuole pur dire. Si tratta di contribuenti che dichiarano meno perché quei soldi di differenza non sono mai entrati nelle loro casse e sono convinti di poterlo dimostrare, in altri casi invece li hanno effettivamente incassati ma scommettono che il fisco non riuscirà a dimostrarlo.
I controlli previsti nella nostra provincia saranno circa 250 sui 5mila “non congrui rilevati”. Ma del resto non si può affermare nemmeno che sia tutto in regola neanche laddove si riscontra la congruità nei redditi dell’attività.
Alessandro Petrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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