Sicurezza
Cinque domeniche di aperture in più nei periodi di saldi
Due festivi in occasione dei saldi invernali, più due festivi in occasione dei saldi estivi. Quattro aperture autorizzate in più rispetto al calendario concordato nel 2011,...
LUCCA
Due festivi in occasione dei saldi invernali, più due festivi in occasione dei saldi estivi. Quattro aperture autorizzate in più rispetto al calendario concordato nel 2011, forse cinque. La fumata bianca sulla modifica all’accordo sulla calendarizzazione delle aperture dei negozi nei giorni di festa dovrebbe arrivare oggi, al termine della riunione della giunta comunale.
Così, infatti, conferma il sindaco Mauro Favilla, per il quale la questione delle modifiche alla calendarizzazione risulta essere diventata meno semplice di quanto sembrasse inizialmente, soprattutto per la posizione assunta da Federdistribuzione: la categoria della grande distribuzione, infatti, ha detto chiaramente che l’intenzione - sulla scia della liberalizzazione delle aperture istituita dal governo Monti - sarebbe quella di stare aperti sempre. Invece le categorie dei commercianti, già all’incontro che si è svolto alcuni giorni fa, hanno proposto di andare verso un aumento delle aperture festive rispetto al calendario attuale (aperture valide per tutto il territorio comunale, mentre per i negozi del centro storico esiste già la deroga per aprire tutte e 52 le domeniche dell’anno), implementandone il numero nei periodi cosiddetti “di punta”. Come i saldi, appunto.
Il sindaco Mauro Favilla, come primo provvedimento, ha firmato l’ordinanza per l’apertura di domenica 22 gennaio (che potrebbe essere una delle quattro o cinque domeniche aggiuntive in epoca di liberalizzazione). Adesso manca la firma sull’ordinanza più importante, quella che modificherà il calendario annuo e che revocherà, in sostanza, quella relativa al 2011.
L’indicazione generale, anche stando a indiscrezioni, sarebbe quella di confermare l’impianto del 2011 con le quattro-cinque domeniche aggiuntive. «La grande distribuzione vuole spingere all’estremo - commenta Favilla - mentre la proposta dei commercianti è di contenere le aperture. Non vorrei creare controversie, per questo ho rinviato la decisione al confronto con i miei assessori».
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