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Lucca

Tenta d’impiccarsi nel penitenziario

LUCCA Cerca di uccidersi nel bagno del carcere legandosi intorno al collo, come fosse un cappio, un lenzuolo preso dalla branda. A salvarlo un agente della polizia penitenziaria che riesce a slegare...

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LUCCA

Cerca di uccidersi nel bagno del carcere legandosi intorno al collo, come fosse un cappio, un lenzuolo preso dalla branda. A salvarlo un agente della polizia penitenziaria che riesce a slegare il nodo scorsoio e chiama i colleghi per trasportare all’infermeria del penitenziario di San Giorgio il detenuto. Alle 19 si sfiora il dramma nel carcere lucchese quando un tunisino di 36 anni - in carcere dallo scorso settembre per scontare una condanna per rapina - prova a togliersi la vita. Il motivo? Sembra, stando ai sindacalisti del Sappe (sindacato autonomo di polizia penitenziaria), che l’extracomunitario abbia reagito con quel gesto disperato all’ennesimo rigetto dell’istanza presentata per essere affidato in prova ai servizi sociali. La situazione nel carcere di San Giorgio è ormai fuori controllo. La seconda sezione è sovraffollata: 48 detenuti, più del doppio della capienza consentita. Pochi giorni fa è stato aggredito un agente e mercoledì un detenuto extracomunitario ha minacciato con dell’olio bollente diversi agenti della polizia penitenziaria. Una settimana fa il presidente del consiglio comunale di Lucca, Franco Fabbri, con una delegazione dei capigruppo ha visitato la struttura. Uno dei consiglieri si è spaventato nel vedere la sala colloqui puntellata con delle travi ormai da mesi. «Hanno promesso - dice il delegato Sappe - che faranno un consiglio comunale dedicato ai problemi della casa circondariale. Attendiamo poi l’interpellanza al ministro di Giustizia che tutti i politici che visitano il carcere ci hanno promesso di fare».(l.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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