Il Tirreno

Lucca

Bandito solitario rapina la sala giochi

Bandito solitario rapina la sala giochi

All’una di notte armato di una calibro 45 prende in ostaggio tre persone e s’impossessa dell’incasso sparendo nella nebbia

4 MINUTI DI LETTURA





di Luca Tronchetti

e Gabriele Allidi

La criminalità alza il tiro e Altopascio diventa territorio ad alto rischio. Non bastano i furti quotidiani, le indagini su presunte estorsioni, minacce e attentati ai danni di imprenditori, i regolamenti tra gang di extracomunitari. Sono in aumento le rapine e l’ultima - avvenuta nella notte tra venerdì e sabato - mette in allarme gli investigatori. Ad agire poco dopo l’una e un quarto di notte un malvivente alto e robusto, volto travisato, accento locale e soprattutto armato di una maxi pistola simile a una colt calibro 45. Un revolver che non sembra affatto un’arma giocattolo. Il rapinatore solitario prende di mira la sala giochi Bellagio Slots & Luxury in via della Galeotta ad Altopascio accanto all’American Bar Glam. Minaccia l’amico di uno dei soci del locale e due avventori, li chiude in bagno e s’impossessa dell’incasso della serata: circa 1600 euro. Poi fuggecon il bottino dileguandosi nell’oscurità.

Senza scrupoli. E’ l’una e un quarto e nella sala giochi ci sono due clienti impegnati con le slot machine e un amico dei gestori del locale che ha il compito di controllare gli avventori poco prima della chiusura. Improvvisamente sbuca dalla porta d’ingresso un individuo: alto, robusto, felpa scura con cappuccio sollevato in testa e maglia a collo alto tirata sin sopra il mento in modo che restino scoperti soltanto gli occhi.

Si avvicina all’amico del gestore, intento a giocare con una delle slot, e gli chiede di parlare con i proprietari.

«Non sapevo dove fossero - dice il testimone della rapina - e gli ho detto che se voleva poteva parlare con me che poi avrei riferito ai titolari. Avevo notato che la sua maglia a collo alto era alzata sino a coprirgli parte del volto. Ma la serata era freddissima e ho pensato, che venendo da fuori, così conciato voleva soltanto ripararsi dal freddo. Giuro che non credevo si trattasse di un malvivente, me ne sono reso conto pochi istanti dopo».

Il bandito insiste con l’amico dei gestori: vuol sapere dove sono. E alla terza risposta evasiva dalla cintura dei pantaloni fa uscire un revolver e impugnando l’arma a due mani urla «via, via» puntandolo alla schiena dell’amico dei proprietari. «Dove sono i soldi» la frase pronunciata senza particolari inflessioni dialettali al malcapitato. «Sentivo la canna della pistola premere sulla schiena . - prosegue il testimone - Ho avuto paura che potesse spararmi da un momento all’altro». Secondi terribili per l’ostaggio che ha indicato il punto esatto dove si trovava il registratore di cassa. «Il rapinatore mi ha afferrato per un braccio e puntandomi la pistola sul fianco destro mi ha trascinato sino alla cassa. Lì vicino c’era un borsello con all’interno i soldi. Se n’è appropriato e poi mi ha spintonato sino a portarmi nella sala accanto dove si trovavano gli unici due avventori presenti in quel momento nel locale».

Rinchiusi nel bagno. Il bandito dalla pistola gigante non si fa troppi scrupoli. L’amico dei gestori ha problemi di deambulazione, ma il rapinatore ha fretta e lo spinge facendolo cadere a terra. «Non ho fatto in tempo a cadere che mi ha sollevato come un fuscello rimettendomi in piedi e, sempre sotto la minaccia dell’arma, mi ha spinto sino nella sala delle slot machine dove c’erano i due clienti. Arrivati lì con il revolver ci ha invitato ad accomodarci nel bagno limitrofo e di non provare a muoverci».

Incontro all’uscita. Il rapinatore prende il borsello dei soldi, ma prima di guadagnare l’uscita e scomparire nella fitta nebbia che avvolge la zona incrocia sulla porta un cliente del locale, un ritardatario che vuol chiudere la serata spendendo gli ultimi soldi alle slot. «I tuoi amici sono di là: li ho chiusi nel bagno vai pure ad aprire» le parole pronunciate dal malvivente prima di lasciare il locale. L’avventore resta per un attimo interdetto. Poi entra, si dirige verso la saletta delle macchinette e sente le urla provenire dalla toilette. E’ lui a liberarli e insieme avvertono i carabinieri del radiomobile e quelli della stazione di Altopascio. La rapina dura circa dieci minuti e lascia di sale gli stessi gestori del locale (uno dei soci è l’assessore Alessandro Balduini) che sostengono di non aver mai ricevuto minacce. I carabinieri controllano i filmati della telecamere a circuito chiuso fuori dalla sala giochi, ma la fitta nebbia impedisce di visualizzare l’autore del colpo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa