Finanza
Scatta la cassa integrazione per cinque giornalisti di Noitv
La crisi investe anche il settore della comunicazione. Investe, in questo caso, il corpo redazionale e degli operatori di Noitv, l’emittente radiotelevisiva locale, con sede in via di...
La crisi investe anche il settore della comunicazione.
Investe, in questo caso, il corpo redazionale e degli operatori di Noitv, l’emittente radiotelevisiva locale, con sede in via di Tempagnano al civico 192, che. in quanto a proprietà, fa capo al gruppo Marcucci.
Ieri pomeriggio il sindacato dei dipendenti ha incontrato la proprietà e il provvedimento, annunciato l’altroieri dal direttore della testata Sergio Talenti, è stata ufficializzato.
Dal primo febbraio, e per una durata iniziale di quattro mesi (perché potrebbe essere rinnovata), sono destinati alla cassa integrazione cinque dipendenti, dei quali due sono giornalisti professionisti, volti noti della tv e in particolare del telegiornale locale, e tre giornalisti con funzione di cameramen.
Cinque dipendenti in cassa integrazione su un totale di diciotto che ogni giorno assicurato ai cittadini e telespettatori l’informazione sul territorio e che da lungo tempo collabora con la Rai in occasione dei grandi eventi sul territorio.
Dei tre operatori dell’informazione che saranno costretti al riposo, tre sono donne, le uniche alle dipendenze di Noitv.
E così, con questa operazione, dall’organico delle televisione le figure femminili scompariranno: sarà un gruppo completamente al maschile.
Il probabile ricorso alla cassa integrazione era nell’aria da qualche settimana a Noitv, ma era stato annunciato come una cassa integrazione a rotazione, non come un provvedimento circoscritto a un numero di dipendenti scelti, come viene spiegato dai rappresentanti sindacali dei dipendenti, «con criterio di anzianità professionale».
Vanno in cassa, in sostanza, gli ultimi assunti.
Negli tempi inoltre, risulta che Noitv, probabilmente seguendo un disegno di riduzione dei costi, avrebbe diminuito il personale addetto al settore commerciale.
Motivo all’origine del provvedimento nella sua interezza, spiegano sempre i rappresentanti sindacali, «il fatto che la proprietà ha riscontrato un insostenibile aumento di costi nell’epoca del digitale», anche se la posizione dovrà essere ulteriormente chiarita.
Da parte sua infatti la proprietà, interpellata, ammette il ricorso alla cassa integrazione ma preferisce per ora (a ieri) non rilasciare dichiarazioni. Annuncia che si pronuncerà in modo ufficiale soltanto in giornata di oggi.
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