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Più anziani e più soli, l’ospedale si ingolfa

Più anziani e più soli, l’ospedale si ingolfa

Aumentano i problemi al pronto soccorso per i ricorsi spesso impropri La fotografia è del primario Marco Rossi che illustra rimedi e procedure

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di Paola Taddeucci

LUCCA

Sempre più vecchi, malati e soli. È racchiusa in questa fotografia una delle ragioni dell'affollamento al pronto soccorso dell'ospedale Campo di Marte. E a scattarla per noi è il primario Marco Rossi, che spiega anche gli altri motivi che a suo parere creano intoppi all’attività.

«Sono due – dice -. Da una parte persiste un uso improprio del servizio da parte della popolazione, con richieste di prestazioni che potrebbero essere assicurate dai medici di famiglia. L’altro è un fenomeno nuovo, la medicina difensiva, che si sta allargando sempre di più. In poche parole oggi noi medici siamo più esposti al rischio di denunce da parte degli utenti, per cui a volte facciamo ricorso alla diagnostica o alle consulenze non perché sia strettamente necessario, ma per avere prove da esibire. E’ molto triste, ma è così».

LA TEMPESTA PERFETTA. Il problema superaffluenza ritorna ciclicamente, puntuale e inesorabile, come è successo alcuni giorni fa quando al pronto soccorso si è verificata quella che Rossi definisce una “tempesta perfetta”. «Si sono verificati – spiega il dottor Rossi - due fattori concomitanti che hanno scatenato una vera e propria emergenza. Da una parte un picco di accessi per l'influenza e dall'altra un calendario particolarmente sfavorevole di festivi e prefestivi, per cui i medici del territorio erano a riposo e non hanno potuto svolgere una funzione di filtro. In quei giorni in reparto non c'erano nemmeno più barelle disponibili, abbiamo dovuto tirar fuori quelle senza ruote che usiamo solo per le maxi emergenze, tipo ribaltamento di un pullman».

I TEMPI. Situazioni estreme come queste, fortunatamente, non sono all'ordine del giorno. Tuttavia i numeri dell'affluenza al pronto soccorso non calano mai, anno dopo anno, come restano fermi anche i tempi di attesa, entro le 4 ore, che in ogni caso rientrano pienamente nei parametri stabiliti dalla Regione. Tutto questo nonostante gli sforzi dell'azienda sanitaria locale da una parte per ammodernare strutture e apparecchiature e degli operatori dall'altra per ottimizzare il servizio. Viene da pensare allo spread - termine ormai familiare a tutti noi – che nei giorni più economicamente contrastati non calava mai, nonostante gli interventi della Banca Centrale Europea. E come per lo spread, anche per il pronto soccorso una cura rapida, efficace e duratura è difficile da trovare, almeno finché l'ospedale non sarà trasferito a San Filippo, dove aumenteranno gli spazi destinati al reparto d'urgenza e dove la struttura in unico blocco dell'intero presidio permetterà una migliore organizzazione di tutti i servizi.

PIÙ ANZIANI. Al momento, dunque, la fotografia di una popolazione sempre più anziana, malata e sola è quella che si presenta con più frequenza davanti agli occhi di Rossi e della sua equipe. «Sono aumentati i casi complessi – spiega il primario – a seguito dell'invecchiamento della popolazione: la maggior parte dei ricoverati, infatti, ha più di 85 anni. Arrivano pazienti che, a causa dell'età e delle malattie, necessitano di più cure e assistenza e questo incide notevolmente sui tempi. Inoltre si riacutizzano diverse volte nel corso dell'anno».

I RIMEDI. Una valida soluzione, secondo Rossi, sono le strutture intermedie, i cosiddetti ospedali di comunità che a suo giudizio dovranno sicuramente essere potenziati in vista dell’ulteriore progressivo invecchiamento della popolazione. Attualmente nell’azienda Asl 2 ce ne sono quattro, a Marlia, Altopascio e Lucca, per un totale di 25 posti letto.

Dopo l’apertura del monoblocco a San Filippo, un ospedale di comunità verrà realizzato, secondo i piani dell’azienda sanitaria, in una parte degli edifici oggi occupati dal Campo di Marte. Di questa grande area – circa 25mila metri quadrati - almeno un terzo, infatti, resterà a destinazione sanitaria e sarà sede di una serie di attività che la nuova struttura per acuti non può ospitare: poliambulatori, consultori, riabilitazione, salute mentale, servizi sociali e molto altro. In particolare saranno interessati i quattro padiglioni nel lato vecchio ingresso. La restante parte del Campo di Marte, invece, sarà venduta sulla base di un piano di recupero da concordare con Comune, Provincia e Soprintendenza.

IL BRIEFING. Dopo la tempesta perfetta di qualche giorno fa, e per scongiurare il pericolo di essere investiti da altre, l’Asl 2 ha istituito un appuntamento quotidiano – una sorta di briefing – per intervenire nel giro di 24 ore sulla gestione dei ricoveri, in modo da tenere liberi i posti letto del pronto soccorso. Alla riunione – che si tiene ogni giorno alle 13 – prendono parte i primari del pronto soccorso, medicina interna, neurologia, oncologia, malattie infettive e pneumologia, oltre al direttore sanitario del Campo di Marte e ai responsabili del 118 e dell’assistenza infermieristica ospedaliera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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