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Nel Pd adesso scoppia la pace «Possiamo vincere in Comune»

Nel Pd adesso scoppia la pace «Possiamo vincere in Comune»

Baccelli garantisce sostegno a Tambellini: «Non ho fatto un passo indietro in cambio di poltrone» Il candidato sindaco del centrosinistra punta ad allargare la coalizione: dialogheremo col centro

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di Duccio Casini

LUCCA

Alla fine, è una stretta di mano sotto lo sguardo del segretario regionale Andrea Manciulli a sancire la pace politica tra Alessandro Tambellini - da giugno candidato sindaco del centrosinistra - e Stefano Baccelli, che aveva messo tutto in discussione e chiesto le primarie. Proposito rientrato giovedì sera, a Firenze, dopo una riunione con i vertici toscani e nazionali del Pd servita per convincere il presidente della Provincia (rieletto l’anno scorso) a non spaccare partito e coalizione. In cambio, viene accolta la sua richiesta di dialogare di più con il centro.

Nella sede del comitato centro storico del Pd, in piazza S. Francesco, a mezzogiorno ci sono parlamentari (Mariani e Marcucci), consiglieri comunali, provinciali e regionali, semplici militanti. Tambellini e Baccelli vengono accolti con strette di mano e applausi. Niente clima infuocato. Certo, le polemiche - anche molto accese e condotte pure sui social network - ci sono state. Ma, come dice Manciulli, sono il sale della politica ed è del tutto ovvio che in un partito ci sia il confronto dialettico. L’importante, sottolinea il segretario, è poi ritrovare unità di intenti. «E’ quanto accade a Lucca, dove vogliamo e possiamo vincere per aprire una nuova pagina della politica. L’esito del sondaggio è incoraggiante» afferma.

I riflettori nella sala affollatissima sono tutti per i due (ex) contendenti. Baccelli spiega di essere soddisfatto e di non aver fatto un passo indietro in cambio di poltrone. «Ho posto una questione politica e non personale. Due i punti focali. La necessità di spiegare bene agli elettori la nostra idea di città, e qui siamo nel campo dei contenuti. Poi la necessità di creare un nuovo centrosinistra, che guardi al centro, alle forze vive di Lucca, a tutte quelle persone che possono dare un contributo fondamentale. Sento in giro la voglia di cambiare pagina, di aprire una fase nuova e noi dobbiamo intercettare il potenziale consenso con una coalizione più ampia dell’attuale. Le primarie? Uno strumento di confronto e di sintesi importante, ma il partito non le ha concesse. L’assemblea comunale avrebbe detto no. Io, badate bene, non sono ammattito e sono contento di come è finita questa vicenda. Di fronte al Pd che mi diceva che c’è un candidato forte sono tornato indietro. E non per fare una mia lista né per correre col Terzo Polo. Sono uomo del Pd e a Tambellini darò tutto il mio leale appoggio. A proposito: non vi stupite se domani (oggi, ndr) non sarò all’inaugurazione del comitato di Monte S. Quirico. Avevo un impegno preso da tempo. Niente polemiche, grazie».

Tambellini, vincitore del braccio di ferro, usa toni concilianti. Ammette che «c’è la necessità di allargare la coalizione. E va fatta anche autocritica: se qualcuno ci aiuta a aprire gli occhi è il benvenuto. Chiediamo la collaborazione istituzionale e cerchiamo il confronto e il dialogo con tutte le forze sane della società per dare risposte ai cittadini. La nostra prospettiva è fare ciò che serve alla città e avere un Comune davvero vicino alle esigenze dei lucchesi». Possibilità di vittoria? Il sondaggio (ne parliamo a fianco) fa sperare il Pd. Ma Tambellini è cauto: «Sarà un cammino lungo e aspro e non dovremo mai dare nulla per scontato. Abbiamo bisogno del contributo di tutti».

Tambellini e i suoi cercheranno un feeling con quelle persone (insegnanti, imprenditori, commercianti, professionisti per citare alcune categorie) che hanno davvero qualcosa da dire e da proporre. «Correremo insieme, fianco a fianco» garantisce Baccelli mentre Manciulli pare tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo. Il presidente della Provincia ha un ruolo delicato: sa bene che in caso di vittoria del centrodestra verrebbe accusato di aver indebolito la coalizione. «State sereni, ce la possiamo fare» ripete Manciulli. E il popolo del centrosinistra si scioglie in un applauso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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