Il dolore
Manca un medico, lunghe attese a oncologia
L’azienda assicura una soluzione in tempi brevi: deciso un concorso per un’assunzione stabile
LUCCA
Oncologia in sofferenza per la mancanza di un medico. La segnalazione arriva da diversi utenti, che raccontano di attese di quasi un'ora per una visita, ed è confermata dal direttore sanitario dell'azienda Asl, Lisandro Fava. Che tuttavia assicura una soluzione a breve tempo. «Abbiamo già indetto il concorso per l'assunzione di un medico – spiega – e stiamo aspettando di terminare l'iter burocratico, avviato circa tre mesi fa. Purtroppo i tempi sono sempre lunghi in questo genere di pratiche. Faremo in modo di accelerare, ne avevamo già parlato con il primario del reparto a fine anno, proprio perché ci rendiamo conto che non si può prolungarela sofferenza di un'unità operativa così delicata. Temo, però, che non si possa arrivare alla soluzione prima di un mese».
Il direttore sanitario informa che la decisione di non sostituire subito il medico, ma di procedere con un concorso, è per dare stabilità e continuità al servizio oncologico, già in passato alle prese con carenza di personale risolta con soluzioni-tampone e mai in modo definitivo.
«Potevamo assumere qualcuno a tempo - spiega – ma abbiamo preferito intraprendere un'altra strada, certamente più faticosa per tutti, operatori e utenti, ma che avrà un ritorno di qualità. E' un passaggio difficile, ma la volontà dell'azienda è di renderlo più veloce possibile in vista di un notevole miglioramento».
A denunciare la situazione, tra gli altri, è un ex infermiere in pensione. «Oltre al disagio di essere malato – scrive in una lettera – mi trovo a combattere con un disservizio legato alla carenza di personale medico in oncologia. Sono consapevole dei salti mortali e della professionalità dimostrata dai medici di questo reparto che ogni giorno devono far fronte alle richieste di ciascuno di noi. Ma non si possono fare sconti di medici oncologici: in pochi si trovano a dover gestire reparto, day hospital, ambulatori e turni di guardia notturna. Mi accordo degli sguardi delle giovani dottoresse piene di compassione e premura nei nostri confronti e nello stesso tempo di imbarazzo nel dover dire di aspettare anche 40 minuti per una visita. Un reparto di questo tipo deve essere mandato avanti da un numero maggiore di persone, considerando l'enorme carico lavorativo ed emotivo». (p.t.)
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