La manifestazione
Finge lo stupro per evitare il rimpatrio
LUCCA Un matrimonio per procura come nel film di Alberto Sordi e Claudia Cardinale «Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata». Con lo sposo - un operaio di 41 anni, residente...
LUCCA
Un matrimonio per procura come nel film di Alberto Sordi e Claudia Cardinale «Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata». Con lo sposo - un operaio di 41 anni, residente in Lucchesia - che s’innamora perdutamente di una bella ragazza armena di 28 anni vedendo la sua foto inviatagli in Italia dalla sorella. Vista e presa. Perchè lui si precipita in Armenia e impalma con matrimonio prima civile e poi religioso la ragazza. Poi torna in Lucchesia e poco dopo lei lo raggiunge. Vanno ad abitare nella case dei genitori di lui. Ma l’infatuazione dura poco. I due non spiccicano parola e lei è fissa su internet. Dopo meno di un mese si separano. Lei va a dormire dalla sorella che vive nella Piana.Non passa neanche un mese e la giovane armena presenta un esposto denuncia ai carabinieri accusando il marito del reato più ignobile: violenza sessuale aggravata e ripetuta. Sarebbe stata costretta con la forza a subire rapporti di ogni genere sia di giorno che di notte. Non solo. Stando al suo racconto il marito assumeva viagra e altri farmaci che gli consentivano di avere un’erezione prolungata. Cacciata di casa avrebbe riparato all’associazione Luna sia per le visite mediche che per l’assistenza legale per la richiesta di divorzio. Una vicenda che risale al periodo gennaio-marzo 2010 con l’operaio - difeso dall’avvocato Andrea Da Prato - finito a giudizio con l’accusa di violenza carnale. I giudici però, valutate le prove e sentiti i testimoni, hanno assolto l’operaio ritenendo infondate le accuse formulate dall’ex moglie dell’operaio.(l.t.)
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