Taxi, niente guerra per le liberalizzazioni ma per gli aumenti sì
Contenzioso in atto con il Comune per adeguare le tariffe «Qui ci sono 25 licenze, ma d’inverno ne basta la metà»
di Alessandro Petrini
LUCCA
La linea è la stessa delle rappresentanze nazionali, ma l’onda lunga delle liberalizzazioni colpisce in maniera marginale i tassisti lucchesi che invece puntano a un innalzamento delle tariffe per adeguarle a un aumento dei costi di gestione.
In città c’è un’unica cooperativa, Radio Taxi, che riunisce le venticinque licenze rilasciate dal Comune. L’ultimo bando per l’assegnazione è stato effettuato nel 2005 quando si è deciso di aumentare il numero dei taxi per venire incontro all’aumento del numero dei turisti e delle presenze. Il lavoro infatti si basa essenzialmente su chi viene da fuori, sugli stranieri che arrivano in treno o dall’aeroporto di Pisa e hanno bisogno di una corsa per raggiungere un albergo, Viareggio o un ristorante sulle colline per una cena all’aperto.
D’inverno invece le richieste calano drasticamente. «In alta stagione lavoriamo a pieno regime – spiega il presidente di Radio Taxi Marco Pera – poi durante i mesi più freddi di taxi potrebbero bastarne anche dieci». E poi secondo la cooperativa ci sarebbero anche i dati che dimostrano che, laddove si è liberalizzato il numero delle licenze, a farne incetta sono stati i grandi gruppi con una grossa capacità economica che poi hanno affittato i mezzi. Tutto senza alcun beneficio reale per l’utenza. Fin dalle prime ore del mattino le auto bianche si trovano in piazzale Ricasoli davanti alla stazione in attesa dei clienti. Qui tutti stanno seguendo la trattativa dei loro colleghi con il Governo ma alla fine nessuno vuole esprimersi.
«Noi seguiamo la posizione di UriTaxi – prosegue Pera – il presidente Loreno Bittarelli è molto preparato e sta portando avanti le nostre istanze. Soprattutto ci teniamo a dire che l’equazione secondo cui aumento del numero delle licenze corrisponde a una diminuzione delle tariffe è una falsa verità. A stabilire i prezzi infatti è il Comune e qui a Lucca sono fermi ormai dal 2006 mentre i costi di gestione sono aumentati e il carburante è quasi raddoppiato. È chiaro che in questi sei anni abbiamo diminuito drasticamente i margini di guadagno sulla nostra attività». E, come conferma l’assessore alle attività produttive Moreno Bruni, proprio la richiesta di aumento delle tariffe sta alla base della vertenza tra la categoria e il Comune. «Nei prossimi giorni ci incontreremo con la categoria per parlarne insieme. È vero che le tariffe sono bloccate ormai da parecchio tempo ma in un momento di difficoltà economica cercheremo di trovare la migliore soluzione. Sono convinto che ci vuole gradualità nelle scelte».
Intanto anche la Confartigianato di Lucca si esprime a favore del confronto con il Governo e ribadisce la scelta di non aderire all’iniziativa di protesta indetta dalle altre sigle di rappresentanza dei tassisti. «Siamo consapevoli delle difficoltà e delle difficoltà dei nostri imprenditori – sottolinea il direttore Roberto Favilla –. Ma proprio per questo crediamo sia necessario far prevalere il senso di responsabilità, impegnandoci a trovare soluzioni nell’ambito dell’interlocuzione con i rappresentanti dell’esecutivo».
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