Proteste
Sciopero di sette giorni: sì dell’Anisa, no della Faib
LUCCA In materia di liberalizzazioni della benzina Figisc e Anisa Confcommercio si sono già schierate contro, con lo sciopero di sette giorni dei distributori. La Faib Confesercenti, invece, ancora...
LUCCA
In materia di liberalizzazioni della benzina Figisc e Anisa Confcommercio si sono già schierate contro, con lo sciopero di sette giorni dei distributori. La Faib Confesercenti, invece, ancora non ha dato un parere sul decreto, che dovrebbe uscire entro la fine della settimana, pur accogliendo positivamente la possibilità di porre un argine al vincolo dell'esclusiva che i benzinai hanno nei confronti della compagnia di riferimento. «Abbiamo assunto una posizione più attendista – spiega Adriano Rapaioli, segretario Faib per Lucca e Pisa – non essendo ancora uscito il decreto.In questi mesi sono circolate alcune bozze, tutte diverse l'una con l'altra, ecco perché aspettiamo prima di prendere una posizione. Certo è che la Faib si è già fatta promotrice di un disegno di legge, “Libera la benzina”, che va nella direzione della liberalizzazione: noi proponiamo il superamento totale del vincolo dell'esclusiva».
L'80 per cento dei distributori italiani sono obbligati a comprare la benzina dalla compagnia di riferimento (attraverso la quale gestiscono gli impianti): il risultato è un controllo totale del mercato da parte delle sette marche multinazionali (le cosiddette sette sorelle), senza che ci sia una reale concorrenza ( tra l'altro le stesse compagnie spesso vendono la benzina alle pompe bianche, no logo, a prezzi inferiori).
«I rincari della benzina – continua Rapaioli – vengono decisi dalle compagnie e imposti ai distributori che restano schiacciati dagli aumenti. È bene chiarire, infatti, che i benzinai, avendo una remunerazione fissa, guadagnano dai 3,5 ai 4 centesimi lordi a litro venduto. Con il rialzo dei prezzi il guadagno sarà inferiore, mentre l'importo finanziario da gestire aumenta a dismisura». (n.d.)
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