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Negozi aperti domenica 22 l’ordinanza è in arrivo

Negozi aperti domenica 22 l’ordinanza è in arrivo

Negozi aperti domenica 22 gennaio. L’ordinanza del sindaco, in deroga al piano annuale delle aperture dei negozi i festivi e valida per tutto il territorio comunale, è in arrivo. La prossima...

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Negozi aperti domenica 22 gennaio. L’ordinanza del sindaco, in deroga al piano annuale delle aperture dei negozi i festivi e valida per tutto il territorio comunale, è in arrivo. La prossima settimana arriverà la nuova ordinanza relativa al piano annuale delle aperture, a seguito dell’incontro di martedì quando Comune, categorie e sindacati del commercio hanno concordato di aggiungere cinque domeniche (alle 22 contemplate) nel calendario annuale.

C’è grande fermento anche sul piano del regolamento comunale per i pubblici esercizi. Il parere dell’Antitrust sull’articolo 17, arrivato su richiesta di un commerciante lucchese (Giuseppe Melis) gestore di una panineria nel centro storico, ha sollevato un polverone, sia tra i ristoratori che in Comune.

Da parte sua, l’assessore al commercio Moreno Bruni si dice sorpreso di un parere del genere, perché non più tardi «del 29 novembre 2011, i suoi uffici avevano chiesto e ottenuto dal ministero un parere sulla congruità dell’articolo 17 del regolamento», che impedisce ai negozi di vicinato di avere tavoli e qualsiasi tipo di seduta nei propri spazi. Il ministero aveva dato l’ok, ora invece l’Antitrust boccia in pieno il divieto e dà sessanta giorni di tempo al Comune per rivederlo, altrimenti farà ricorso. Bruni sottolinea che comunque «allo stato attuale il regolamento comunale è vigente, nel tempo che abbiamo spiegheremo perché lo abbiamo introdotto».

C’è sintonia con l’Antitrust, invece, per quanto riguarda le superfici minime per aprire un nuovo ristorante. Anche il Comune, dice Bruni, è del parere che «è opportuno un abbattimento della superficie minima, per permettere a tanti imprenditori che vogliono aprire di farlo». A breve su questo tema si dovrà pronunciare il consiglio comunale, partendo dalla proposta della giunta di portare le superfici minime dei ristoranti da 165 a 80 e quelle dei bar da 55 a 30. Anche Mauro Garbini, presidente della commissione bilancio e sviluppo in seno alla quale negli ultimi mesi si è sviluppato un dibattito acceso su questo tema, vede il cambiamento come opportuno. Anche se, considera, «al momento la situazione è ingarbugliata. Da un parte c’è la liberalizzazione introdotta dal governo, a cui la Regione si oppone. E poi ci sono i regolamenti territoriali, dei quali oggi va capito il ruolo. Credo che il regolamento non possa più essere rigido, bisogna agevolare i nuovi imprenditori».

Barbara Antoni

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